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Lot 87: A bowl, Deruta, circa 1540-45

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

October 25, 2016

Genoa, GE, Italy

Live Auction
Sold
  • A bowl, Deruta, circa 1540-45
  • A bowl, Deruta, circa 1540-45
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Description: Maiolica “a lustro” Diametro cm 24 Minime sbeccature e incrinature Provenienza: Galleria Berberini di Terni, La coppa presenta ampio cavetto poggiante su alto piede svasato con stretto colletto (“alzata”). La decorazione del recto è a basso rilievo e comprende al centro uno scudo araldico, ornato di foglie ai lati, e attorno una simmetrica decorazione “a grottesche” che comprende girali fogliate, desinenti in coppie di delfini e legate ad una palmetta a ventaglio. Dipinta in blu e lustro dorato. Il retro è a solo smalto bianco. Anche se in passato questa pregevole opera è stata ascritta ad officina eugubina1, manifestiamo l’opinione che si tratti invece di maiolica derutese. Il corpo grezzo (“biscotto”) della coppa è ricavato da stampo, come testimonia la stesa decorazione plastica che caratterizza altre simili opere ascritte a Deruta, come quelle, ad esempio, del Victoria and Albert Museum di Londra2, del Philadelphia Museum of Art (già coll. Pierpont Morgan)3, del Louvre4, del Metropolitan Museum di New York (coll. Lehman)5, nella Wernher Col- lection6 ecc.Tra tutti gli esempi citati due al Louvre rivestono particolare importanza sia per la cronologia sia per l’attribuzione di questa coppa: uno è un grande piatto da acquereccia, con la data “1546”, l’altra è una coppa, corrispondente anche nelle misure a questa, ricavata da stesso 7 stampo . La “grottesca” a rilievo, chiara imitazione di prototipi in metallo sbalzato, con gli stessi delfini incatenati a un gioco di tralci e girali fogliate, in un contesto più ricco, veniva proposta dalle botteghe derutesi anche su grandi “bacili da acquereccia”: ad esempio due sono rispettivamente all’Ermitage e nel Philadelphya Museum of Art8, e l’altro, con stemma Ranieri di Perugia, è nei Civici Musei di Brescia9. Circa lo stemma, in passato si è fatta l’ipotesi che si tratti di quello del Monte dei Paschi di Siena10, ma è da scartare per evidenti discrepanze araldiche con lo stemma della presente opera (diverso il numero dei colli che compongono il monte, sormontati da una croce, oltretutto affiancati da due stelle ecc.). 1FIOCCO- GHERARDI 1982, p. 137, scheda 58. 2RACKHAM 1940, n. 489. 3WATSON 2001, scheda 37. 4GIACOMOTTI 1974, nn. 662 e 663; BUSTI- COCCHI 2004, scheda 49, p. 146: attr.: Nicola Francioli, detto Co? 5RASSMUSSEN 1987, nn. 42 e 43, pp. 72-75; BUSTI- COCCHI 2004, scheda 50, p. 147: attr.: Nicola Francioli, detto Co? 6WILSON 2002, fig. 11, p. 39. 7GIACOMOTTI 1974, n. 662; v. anche una coppa al Bri- tish Museum (THORNTON- WILSON 2009, scheda 292, p. 482). 8BUSTI-COCCHI 2004, scheda 51, p. 148, fig. 8 p. 71: attr.: Nicola Francioli detto Co. 9RAVANELLI GUIDOTTI 1988, pp. 116- 117, scheda 3 b. 10 FIOCCO-GHERARDI 1982, p 137 scheda 58. Bibliografia L’opera è pubblicata in: Catalogo degli arredi ..., 1970, n. 365; GALEAZZI- VALENTINI 1975, p. 89; FIOCCO- GHERARDI 1982, p. 137, scheda 58. E’ stata esposta alla Mostra “Maioliche umbre decorate a lustro”, Spoleto 1982, cat. p. 137.

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