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Lot 18: A plate, Faenza, first half of the 16th century

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

October 25, 2016

Genoa, GE, Italy

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  • A plate, Faenza, first half of the 16th century
  • A plate, Faenza, first half of the 16th century
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Description: Maiolica Diametro cm 24 Frattura trasversale e lacune integrate Provenienza: collezione privata, La foggia di quest’opera nel ‘500 era detta “tagliere”, cioè piatto a basso cavetto, leggermente umbonato corrispondente ad un piede marcato dal solo appoggio circolare e a basso incavo; la tesa è ampia e ad orlo appena accennato. Nel cavetto, all’interno di un medaglione, campeggia il busto di un orientale, vòlto a sinistra, con turbante e mantello, associato ad un cartiglio orizzontale, su cui è tracciato il nome “AIORRE”. Attorno al medaglione si dispone una stretta fascia con dischetti e lunghi steli che reggono delle “palmette persiane”, del tipo sia fiorito sia a pigna, dipinte sulla tesa su uno sfondo disseminato di spiralette. Lungo il bordo filettature e stretta fascia ad archetti. Sul verso motivo “a calza”, composto di filettature concentriche che si concludono a spirale al centro. Dipinto in arancio, giallo e blu. Nella ritrattistica faentina, dalla fine del ‘400 fino a tutta la prima metà del secolo successivo, oltre alle “belle”, svariati sono i personaggi maschili, anche orientali, che in molti casi richiamano quelli effigiati nelle miniature e nelle silografie, come nei celebri “Habiti antichi” di Cesare Vecellio, di matrice culturale tizianesca, in cui, secondo l’iconografia più diffusa, sono tramandati personaggi esotici con vistosi turbanti sotto i quali spunta un profilo reso acuto per il taglio della barba, corta, aguzza e pettinata in avanti con la punta arricciata ad uncino (c). Conferma questa visione dell’ “orientale” anche un altro piatto in cui è raffigurato un personaggio con un cartiglio che porta il nome “Achille” 1: per tanto, se ipotizziamo che la scritta “AIORRE” del nostro piatto stia per Ettore (corrotto in ATORRE), potrebbero entrambi far parte di una serie evocante personaggi del poema omerico. Tuttavia non vogliamo neppure scartare l’ipotesi che sul piatto in esame si volesse evocare un altro personaggio, ad esempio Averroè, filosofo, matematico e medico arabo, nato nella Spagna musulmana, il cui nome però risulterebbe palesemente scritto in forma molto corrotta. Circa la cronologia di questa tipologia di opere in cui il soggetto principale è contornato da un giro di elengantissime “palmette persiane”, vale quanto abbiamo già notato in questa sede per il piatto con il centauro (scheda 14), che cioè fondamentale riferimento è fornito da un piatto nel Museo di Faenza, datato “1524”2. 1Il piatto è nella collezione della Cassa di Risparmio di Parma (GARDELLI 1986, scheda 74). 2RAVANELLI GUIDOTTI 2004, pp. 124- 126, scheda 4. Bibliografia L’opera è pubblicata in: GALEAZZI-VALENTINI 1975, pp. 118- 119; RAVANELLI GUIDOTTI 2000, pp. 48- 49, fig. 44.

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