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Lot 60: A plate, Pesaro, "Zenobia painter", circa 1550-60

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

October 25, 2016

Genoa, GE, Italy

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Description: Maiolica Diametro cm 22,7 Connessioni e una lacuna integrata al bordo Provenienza: collezione privata , Piatto a basso cavetto e ampia tesa orizzontale (“tagliere”). Sul recto, a piena superficie, è istoriata una scena mitologica, che raffigura una donna seduta sulla destra, ai cui piedi sta un amorino, che rivolge la testa verso una figura maschile in atto di sopraggiungere dalla parte opposta, probabilmente “Giove e Leda”; lo spazio è partito al centro da un albero e corredato ai lati da un altro albero e da un masso roccioso; sullo sfondo si nota una città prospiciente una distesa acquea e montagne all’orizzonte. Dipinto a piena policroma. L’assenza della legenda impedisce di definire con certezza il soggetto che il maiolicaro ha voluto istoriate. Tuttavia due piatti ed una coppa stilisticamente dello stesso maestro, rispettivamente nel Museo delle Arti decorative di Strasburgo, dei Civici Musei di Pesaro1 e nella Chigi Saracini di Siena, con la stessa iconografia, dipinta in controparte, offrono una soluzione convincente essendo corredati di legende sul verso che evocano il celebre soggetto ovidiano di “Giove Leda”2. Inoltre, sia nelle due versioni citate sia in questa, il maestro coglie il momento precedente alla metamorfosi più nota, quando cioè Giove, dapprima sotto forma di giovane, appare a Leda, che concupirà in sembianze di cigno. Il ductus complessivo che caratterizza queste versioni richiama lo stile di un anonimo pitto- remaiolicaro che ormai si accetta di chiamare “Pittore di Zenobia”, cosiddetto per un fasto- so piatto con “Zenobia soggetta all’imperatore Aureliano”, del Victoria and Albert Museum di Londra, recante sul verso, oltre alla legenda del soggetto, l’indicazione “in pesaro/ 1552” 3. Il piatto in esame è opera dignitosa, che rispecchia il suo stile che prevede sempre le figure dei protagonisti in pose dinamiche, con le gambe divaricate e con tuniche leggere dai lembi alzati così di imprimere movimento, ed una sensibilità cromatica che impiega un verde espanso, raggrumato in taluni punti fino a metallizzare. Si segnala per analogie stilistiche un bel gruppo di opere dello stesso maestro, attivo “in Pesaro”, nella collezione senese Chigi Saracini4. 1MANCINI DELLA CHIARA 1979, scheda 68; con la legenda “gioue in forma/ de giovane”, identificato come “Giove e Semele”. 2RAVANELLI GUIDOTTI 1992, pp. 154- 156, schede 25. 3LESSMANN 1979, pp. 335- 344; GRESTA 1991, pp. 74- 79; SANI 2012, pp. 12- 13, figg. 7. 4RAVANELLI GUIDOTTI 1990, pp. 144-159, schede 22- 27.

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