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Lot 47: A plate, Urbino, circa 1560

Majolica

by Cambi Casa d'Aste

October 25, 2016

Genoa, GE, Italy

Live Auction
Sold
  • A plate, Urbino, circa 1560
  • A plate, Urbino, circa 1560
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Description: Maiolica Diametro cm 22 Connessioni e una lacuna integrata al bordo Provenienza: mercato antiquario , Piatto con cavetto a media profondità, ampia tesa e piede ad anello appena accennato. Sul recto, a piena superficie, secondo il racconto ovidiano (OVIDIO Trist. III, XI, 41- 54), è evocato lo scultore ateniese Perillo, leggendario inventore del toro di bronzo dentro il quale venivano bruciate vittime umane, ideato per il tiranno di Agrigento, Falaride, qui seduto su un trono e colto nel momento in cui ordina che l’ inventore provasse lo stesso supplizio (a); sul lato destro cinque figure sono raffigurate intente a portare fascine. Sul verso, al centro del cavo del piede, è tracciata, in corsivo e con l’azzurro, la legenda “Perilo” (b). Il soggetto ha goduto di un certa fortuna sulla maiolica del ‘500, alimentata nella committenza dalle edizioni “volgari” delle Metamorfosi ovidiane, specie nelle botteghe di area marchigiana, in versioni che solitamente presentano un simile impianto figurativo: da segnalare soprattutto un piatto, con identica iconografia, ma di altra mano, nella raccolta del Museo di Oxford 1, del museo di Braunschweig , che la Lessmann attribuisce allo Zenobia-Maler, verso il 1552- 60 2, nello stesso Museo si segnalano una versione del veneziano “Mazo” ed altra urbinate della bottega dei Fontana, verso il 1560 3. Inoltre, anteriore è una bella redazione è di Nicola, nel Museo nazionale scozzese 4, inclusa tra i soggetti del prestigioso servizio Calini di Brescia, ed altresì con lo stesso soggetto segnaliamo una coppa nella Wallace Collection di Londra 5, due versioni delle raccolte di Goethe a Weimar 6, altre nel Museo del Bargello 7, Nazionale di Stoccolma 8, un piatto del servizio del card. Antonio Pucci è all’Ermitage 9, una coppa (“crespina”) del British Museum, del servizio per Guidubaldo II Duca d’Urbino, databile al 1560- 65 circa 10, un piatto del museo di Arezzo 11, un piatto nel MAI di Roma, una coppa in raccolta privata 12 e uno dei vasi della spezieria della Santa casa di Loreto, del tipo a due anse, appartenente alla prima raccolta (1540- 70), della bottega dei Fontana 13. Da un punto di vista iconografico, questa versione di Perillo sembra tenere conto parzialmente di quella dell’artista francese Pierre Woeiriot, attivo a Lione fino al 1559-60, che nel 1556 realizzò tre incisioni una delle quali con tale soggetto (c). 1WILSON 2003, scheda 18; attr.: bottega di Guido di Merlino, 1540- 50. 2LESSMANN 1979, scheda 480, p. 342. 3LESSMANN 1979, schede 211, p. 213, e 563, p. 390. 4CURNOW 1992, scheda 62. 5NORMAN 1976, scheda C94, pp. 194- 195) 6LESSMANN 2015, scheda 42, pp. 136- 137: attr. Urbino, bottega di Guido di Merlino, 1540- 45; EADEM 2015, scheda 56, pp. 166- 167: attr. Castel Durante, Andrea da Negroponte nella bottega di Ludovico e Angelo Picchi, 1550’- 60 ca. 7Donazione Manenti Diamondstein, 1984. 8DAHLBÄCK LUTTEMANN 1981, p. 100, scheda 9. 9IVANOVA 2003, scheda 67, p. 93. 10THORNTON-WILSON 2009, scheda 196, pp. 332- 333. 11FUCHS 1993, scheda 168, p. 215. 12GARDELLI 1999, scheda 89, pp. 172- 173. 13COLAPINTO- BETTINI- GRIMALDI fig. 29 (n. 104).

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