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Literature: C. Brandi, Burri, Roma 1963, pag. 215, n. 295, illustrato
Fondazione Palazzo Albizzini, Burri. Contributi al catalogo sistematico, Città di Castello 1990, pag. 110, n. 447, illustrato a colori
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Notes: Burri...ha chiamato in causa il fuoco, e nelle sue "combustioni" ci dà la terra nera del Nilo (...) contrastante con la pallida sabbia del deserto, e con il rosso della fiamma che affiora qua e là, e con il bianco della cenere che appare al di sotto e tutto intorno. Il collage è stato un linguaggio familiare all'arte contemporanea. Ma ci sono stati molti dialetti. I collage dei dadaisti furono soprattutto satirici, persino nichilistici nelle loro intenzioni; i Merzbilder di Schwitters, mentre riportavano materialmente a certe espressioni dada, erano invece lirici, e persino decorativi (....). Anche Burri parla il linguaggio del collage (...) La sua espressione è prima di tutto sensuale (...) Sensuale nell'approccio alla materia di superficie, ai colori e alle associazioni psicologiche in contrasto con qualsiasi interesse prevalentemente cerebrale, arguto o letterario. Come ogni vero artista Burri ricava godimento dalla sua arte. Gioca con i materiali che adopera, permette che essi giochino con lui, che collaborino all'espressione finale e persino che gli dettino alcune delle forme che sembrano più personali. Questa abilità di trattare senza imbarazzo il proprio medium, combinata con una sensualità naturale, senza falsi pudori, entrambe controllate e affinate da un alto ideale del proprio lavoro, da una sensibilità delicata, competenza e coscienza tecnica, hanno reso possibile ad Alberto Burri di raggiungere una delle espressioni più individuali e ravvivanti degli ultimi anni, al tempo stesso derivandola direttamente dalle tradizioni più valide.
cit. in J.J. Sweeney, Alberto Burri, in catalogo della XXIX Biennale di Venezia, 1958 - pubblicato su Alberto Burri, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma 1976, pagg. 16-17