Lot 267: Antonio Mancini (Italia 1852-1930)

Christie's

June 8, 2006, 12:00 AM EST
Rome, Italy
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Description: In giardino
firmato 'A Mancini' (in basso a sinistra)
olio su tela
165 x 125 cm.
Artist or Maker: Antonio Mancini (Italia 1852-1930)
Notes: Sempre più cosciente dei significati della propria attività artistica, nello svolgersi del Novecento, Mancini sembra rinunciare ad ogni nota di pensiero o di sentimento per farsi pittore in tutto e per tutto, sino alle estreme conseguenze di un'arte di pura impressione visiva. "Mancini è un occhio" scrisse Vittorio Pica, "un occhio che capta ed accentua ogni minimo palpito, immergendosi nelle vertigine del colore".
La sua vitalità, talvolta persino brutale, si fa poesia offrendosi al nostro sguardo con la concretezza delle cose vere ed insieme con l'empito di una sublimazione che consegna l'immagine distaccata dalla cronaca effimera ad un mondo ideale, senza tempo.
Di lui Sargent ebbe a dire: "E' in Italia che ho incontrato il più grande pittore vivente: Antonio Mancini."
Così in questa magistrale, vasta tela proveniente dallo studio dell'Artista, la complessità dell'impaginazione, in cui le figure si articolano su diversi piani, si arricchisce di una materia grumosa e manipolata, ottenuta addensando spessori a spessori, in un gioco di tinte e di toni di particolare suggestione.

Ai proprietari, l'opera risulta essere citata da Gabriele d'Annunzio, così come riportato da Dario Cecchi nel suo volume sull'Artista: "Era bello come il più bello dei tappeti persiani, e pareva contenere non so che parte di vita animale simile a quei tappeti tessuti con la lana non disgrassata e morticcia ma grassa e vivente come sotto la tosatura."

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