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Provenance: Galleria Blu, Milano
Galleria dell'Annunciata, Milano
Ivi acquistato dall'attuale proprietario
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Literature: G.C. Argan, M. Calvesi, Boccioni, Roma 1953, pag. 29, illustrato
In "Archivi del Futurismo", 1962, n. 14, illustrato
R. De Grada, Boccioni, Milano 1962, n. 8, illustrato (datato circa 1907)
G. Ballo, Boccioni la vita e l'opera, Milano 1964, pag. 95, n. 8, illustrato (con titolo diverso e datato 1906)
A. Palazzeschi, G. Bruno, in "Classici dell'Arte", L'Opera Completa di Umberto Boccioni, Milano 1969, pag. 86, n. 7, illustrato
M. Calvesi, E. Coen, Boccioni. L'opera completa, Milano 1983, pag. 146, n. 41, illustrato
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Notes: Eseguito nel 1905
Questo intenso ritratto maschile risale al periodo romano dell'artista, dal 1901 all'inizio del 1906, durante il quale Boccioni frequenta il maestro Giacomo Balla e l'inseparabile amico Gino Severini. Il confronto con l'ambiente ufficiale romano "di volgarità, di banalità e di mediocrità", come racconta Severini stesso, spinge i due giovani artisti a far sì che le loro opere siano "sempre più aggressive e violente (...) sviluppando in noi la visione e la teoria impressionista (con un modo di fare ardito e violento), ci si avvicinava senza rendercene conto all'espressione cezanniana." (G. Severini, cit. in G. Ballo, Boccioni la vita e l'opera, Milano 1964, pag. 43).
In particolare, riguardo a questa opera, Balla evidenzia come "la corposità, gli smalti della materia, la consistenza plastica, rivelano in Boccioni un più aderente senso della terra, sanguigno e istintivo: non usa il colore puro e dissociato dei divisionisti, ma un metodo largamente impressionista, per costruire con libertà le forme e dare espressività più immediata." (G. Ballo, Boccioni, la vita e l'opera, Milano 1964, pag. 44).
Riguardo all'identità dell'uomo ritratto, sul catalogo ragionato si segnala: "Appartenuto alla collezione Procida, potrebbe trattarsi di Nino Procida, fratello della Signora Virginia e zio di Boccioni. Si nota una certa somiglianza nei tratti del volto con la Signora Virginia." (M. Calvesi, E. Coen, Boccioni. L'opera completa, Milano 1983, pag, 146).