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Auction Description for Bonino Casa di Vendite: Dipinti, Disegni, Multipli
Viewing Notes:
Up to December 18th you may bid at least double of the low estimate at www.gioiellidicarta.it. Lots are sold 15 days after the first bid. After December 18th, you may bid on every remaining lots online at www.artfact.com, starting from 75% of the low estimate
Sale Notes:
www.invaluable.com/gioiellidicarta

Dipinti, Disegni, Multipli

by Bonino Casa di Vendite


139 lots with images

October 30, 2013

Via Filippo Civinini, 37

Roma, 00197 Italy

Phone: +39 06 8075228

Fax: +39 06 40041969

Email: info@gioiellidicarta.it

IL MAESTRO DEL RICCIOLO OVVERO GIUSEPPE LATINI

Lot 1: IL MAESTRO DEL RICCIOLO OVVERO GIUSEPPE LATINI

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Description: IL MAESTRO DEL RICCIOLO OVVERO GIUSEPPE LATINI (1903-1972), Importante nucleo di disegni in imitazione di autori antichi e due stampe (186 fogli), 1950-1970, Matita, inchiostro a penna e a lavis, gessi su carta, Formato variabile tra 80x130 e 216x310 mm "he is thought by some to be 'an Englishman resident in Italy, by others a Roman, who with tireless creativity has for some time infested the market with fakes . . ." Jones, 1990 (British Museum, Prints and Drawings Department Curator) Importante nucleo di disegni (183) afferente alla attività del Maestro del Ricciolo, nome a cui - a partire da uno stilema grafico ben riconoscibile - è stata ricondotta una amplissima attività di produzione di falsi nel disegno antico. Così si esprimono, al proposito, Petrioli Tofani - Prosperi Valenti Rodinò - Sciolla 1991, p. 180: "... Rientra invece nel campo del falsario in senso più tradizionale l'anonimo disegnatore attivo nel nostro secolo denominato Maestro del Ricciolo, che si è specializzato nella contraffazione di disegni di ambiente veneto del Settecento - Guardi e Canaletto in particolare, assai richiesti dal mercato antiquario - che, ingannando molti esperti, sono entrati a far parte di vari musei e collezioni private." Con il progredire degli studi, la figura del Maestro del Ricciolo è stata identificata con Eric Hebborn (1934-1996) o con Giuseppe Latini (1903-1972), un disegnatore marchigiano che ebbe il suo primo centro di diffusione nel mercato di stampe antiche di Piazza Fontanella Borghese, a Roma (cfr. Tongiorgi Tomasi 2000). Giuseppe Latini, a cui va ascritto il nucleo in esame, è un caso emblematico della creazione di falsi prima del consolidarsi degli studi filologici sul disegno. Latini, infatti, acquista carte antiche, in particolare produzioni italiane e olandesi tra XVII e XIX secolo quasi sempre vergellate e non di rado filigranate, intervenendo con i classici danni ai margini (ottenuti in genere per abrasione,liquidi), con macchie artefatte (spesso con il caffè), con l'apposizione di timbri in ceralacca, a volte spezzati, imitando restauri. Nella scelta dei fogli, è attento alla presenza di scritte antiche, e a volte aggiunge egli stesso appunti in grafia corsiva secentesca. Pare che un nucleo rilevante di carta gli sia giunto da una dismissione del Ministero della Marina, ma certamente anche le parrocchie e, più semplicemente, i mercati dell'usato (in primis Porta Portese, a Roma) sono stati suoi luoghi di approvvigionamento. Le carte sono associate ai disegni prevalentemente in base all'effetto estetico: disegni in stile cinquecentesco possono essere realizzati su carte del Settecento o anche dell'Ottocento. Una certa disattenzione ai materiali si vede bene anche negli inchiostri, pressoché sempre gli stessi, o dei pastelli, chiaramente moderni. Questa ricerca del 'bell'effetto', e quindi in ultimo del 'bel disegno' più che del perfetto falso, per un verso risponde al gusto (e alle conoscenze) del mercato del tempo, per l'altro mostra un tratto portante del disegno di Latini, la ricerca dell'eleganza. Il disegnatore marchigiano raggiunge il massimo di abilità nell'imitazione dei fogli del Settecento, di gusto rococo, ma anche quando si sperimenta su immagini cinquecentesche, magari ispirate a Michelangelo, inserisce una certa leziosità del tratto - accompagnata da una costante difficoltà nelle anatomie - che crea uno strano cortocircuito visivo tra secoli diversi. Dal punto di vista stilistico, è proprio questo cortocircuito il primo segnale di allarme per il collezionista, che osserva vivere nel foglio aspetti multiformi e lontani della storia dell'arte. Infatti, Latini presta una grande attenzione a poggiare ogni volta la propria invenzione su una suggestione del passato: a volte parte da un disegno, che copia pedissequamente (è il caso del foglio di Bernardo Strozzi, con Studi di mani, conservato a Palazzo Rosso a Genova), altre volte parte da un quadro, da cui strappa l'assetto di base o una serie di particolari riproposti come studi (ma senza ripensamenti), altre ancora da un tratto particolare e a suo giudizio distintivo di uno stile. Nello stile di Latini possono quindi identificare più stili: il modo in cui egli vedeva, per esempio, Guercino (con segni molto ravvolti e spazi conchiusi, con figure ridotte a decorazioni), ovvero Guardi (sostanzialmente, come un cartolinista dal segno indefinito e ripetitivo), o ancora la sua interpretazione del disegno spagnolo (più rigido, con molta maggiore importanza ai volti) etc. Talvolta si sperimenta in stili per lui distanti, come il paesaggio tedesco di primo Cinquecento, o i ritratti dell'area di Colonia, accentuandone i tratti e risultando per ciò stesso rivelatore. In altri, l'immagine è resa drammatica dalla scelta di contornare con un segno volutamente insicuro, e di usare il chiaroscuro per rendere indefiniti i tratti, creando zone d'ombra che sono veri e propri strumenti di nascondimento. L'uso del gessetto marrone, poi, avvicina Latini alla cultura francese e padana tra Seicento e Settecento, dove si chiede al disegno di imitare la pittura soprattutto dal punto di vista degli effetti cromatici. In più di un caso, nel nucleo in esame, si apprezza anche l'influsso del disegno naturalistico ottocentesco che appare mediato dall'usuale tratteggio di impronta toscana e rinascimentale. Tra gli artisti di cui è avvicinato lo stile (o schiettamente imitata l'immagine), Leonardo, Zoffany, Sabatelli, Francesco Guardi, Guercino, Reni, Ribera, Bloemart, Giovan Battista Tiepolo, Perin del Vaga, Vasari etc. Latini, inoltre, centra il disegno nella pagina, quasi considerando lo spazio intorno una cornice, e molto raramente lascia che il segno sia intaccato dal tempo: i suoi fogli danno quindi l'impressione di essere immagini finite, pronte ad essere appese a parete, quasi per una cortesia del tempo e della sorte verso l'acquirente. Questi elementi nel loro insieme lasciano intendere la volontà di Latini di svolgere un lavoro artistico prima che ingannevole, e di essere quindi riconosciuto per il proprio stile. A volte emerge persino una certa verve comica e un piglio da vignettista, nonché interventi (mascherati da danni del tempo) di gusto quasi avanguardistico. Altra eco del Novecento è il richiamo alla Scuola Romana (in particolare all'insegnamento accademico di Ferrazzi) nella definizione dei ritratti a gessetto. Il problema di fronte al quale si trova lo specialista è che la chiave interpretativa di un falsario si ottiene (proprio per la natura imitativa del suo lavoro, e per la commistione continua di tracce e di depistaggi) solo alla soluzione della sua personalità. Perciò il nucleo in questione è di importanza capitale per i collezionisti ed i mercanti specializzati, nonché per i curatori museale. Non a caso registriamo il dono, da parte di Arturo Cuellar, di due fogli del Maestro del Ricciolo al British Museum (nn. 1988,0130.4 e 1988,0130.28). Il nucleo si compone di 186 fogli, di diseguale qualità, di cui 183 di mano di Giuseppe Latini, 1 di altra mano (n. 107, secondo la numerazione interna al lotto) e due stampe (nn. 155, 188). Rispetto alla numerazione interna al lotto mancano i numero 72, 85, 97. Il formato è usualmente da quadernetto, la maggior parte dei disegni ha dimensioni incluse tra 80x130 e 216x310 mm. Bibliografia citata: Il disegno. Forme, tecniche, signif icati, testi di Annamaria Petrioli Tofani, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Gianni Carlo Sciolla, Cinisello Balsamo, 1991, p. 180. Lucia Tongiorgi Tomasi, Note sul Maestro del Ricciolo, falsario di disegni di vedute, in L'arte nella storia. Contributi di critica e storia dell'arte per Gianni Carlo Sciolla, Milano, 2000 Mercato antiquario, Roma (fino al 1970)

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SCUOLA TOSCANA. XVI SECOLO, Studio per un

Lot 2: SCUOLA TOSCANA. XVI SECOLO, Studio per un

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Description: SCUOLA TOSCANA. XVI SECOLO, Studio per un caneforo, Inchiostro a penna e a lavis su carta, 62x130 mm. Foglio di supporto recante l'attribuzione 'Cangiagio' (= Cambiaso) Il foglio è apparso come opera di Luca Cambiaso presso Gonnelli, il 7.11.2009 (lotto 435, base d'asta € 1.000). Non è però accostabile al maestro di Moneglia, se non come autore attardato, per esempio nell'entourage di Francesco Campora (c.; di cui lo schizzo a lato, conservato presso Palazzo Rosso, Genova). Lo schizzo della base marmorea sembra piuttosto ricondurre a mano toscana, coeva a Cambiaso.

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JAN LIEVENS. CERCHIA DI (1607-1674), Testa di

Lot 3: JAN LIEVENS. CERCHIA DI (1607-1674), Testa di

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Description: JAN LIEVENS. CERCHIA DI (1607-1674), Testa di vecchio, Olio su tela, 44,8x50,8 cm. Il dipinto è stato restaurato, con pulizia e rintelo, da Donatella Zari e Carlo Giantomassi. I restauri hanno messo in evidenza una testa di fanciulla, a fianco al volto di anziano, parzialemente resecata, e permesso di comprendere come la tela facesse parte di un quadro di grandi dimensioni, probabilmente per arredo di un ambiente sacro Provenienza: Christie's Londra, 18.2.1998, lotto 171 (Seguace di Jan Lievens)

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GIOVAN FRANCESCO GESSI (1588 - 1649), San Giovanni

Lot 4: GIOVAN FRANCESCO GESSI (1588 - 1649), San Giovanni

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Description: GIOVAN FRANCESCO GESSI (1588 - 1649), San Giovanni Battista, Olio su tela, 58x66 cm. La attribuzione alla maturità di Giovan Francesco Gessi è stata avanzata da Denis Mahon e Stephen Pepper, dopo aver visto il dipinto presso lo studio di restauro Giantomassi e Zari. Il dipinto è in relazione con alcune opere di Guido Reni del 16211623, ed in particolare la definizione del corpo di Cristo nella pala con Cristo che appare alla Madonna eseguita per il Duomo di Modena nel 1622 (Baccheschi 1971, scheda 109) ed nel Battesimo di Cristo, oggi al Kunsthistorisches Museum, Vienna (ibidem, scheda 115) Bibliografia di riferimento Cesare Garboli, introduzione di, e Edi Baccheschi, apparati di, L'opera completa di Guido Reni, Milano, 1971 Provenienza: Christie's Londra, 13.11.1997, lotto 222 (come Cerchia di Guido Reni)

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CARLO FRANCESCO NUVOLONE (1608 C. -1661) O

Lot 5: CARLO FRANCESCO NUVOLONE (1608 C. -1661) O

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Description: CARLO FRANCESCO NUVOLONE (1608 C. -1661) O GIUSEPPE NUVOLONE (1619-1703), DETTO IL PANFILO, La Madonna offre la stola a San Filippo Neri, Olio su tela, 50x66 cm. Telaio nuovo e tela rifoderata; integrazioni e restauri Certificato di Andrew McKenzie, 10.12.1997 (come Carlo Francesco Nuvolone) Provenienza: una istituzione religiosa inglese

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