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Arturo Martini Sold at Auction Prices

Sculptor, b. 1889 - d. 1947

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  • Arturo Martini (1889 - 1947) La Nena
    Jul. 30, 2026

    Arturo Martini (1889 - 1947) La Nena

    Est: -

    Arturo Martini (1889 - 1947) La Nena Terracotta 44,5 x 29,5 x 30,5 cm 10,950 kg (chilogrammi) (la scultura) 5,5 x 24 x 23,5 cm 10,95 kg (chilogrammi) (basamento) Firma: "martini a." sul fianco destro Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA Bibliografia: G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, a cura di, "Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture", Vicenza, 1998, tav. 280, p. 189; Nico Stringa, a cura di, "Arturo Martini. Magia della ceramica. Le terrecotte e le maioliche della Collezione Costantino Barile", Venezia, 2019, pp. 1 (ill.), 12-21, 184-189 (ill.), 192-194, 199 (ill), con riguardo ad altro esemplare Certificati: fotocertificato a firma di Claudia Gian Ferrari, datato 25 luglio 2001 Stato di conservazione. Supporto: 85% (una frattura di cottura; tarli trattati sul basamento) Stato di conservazione. Superficie: 95% For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80 In una lettera del 1934, così il poeta Camillo Sbarbaro (1888-1967) ricorda la genesi dell'opera:” Fortuna mi capitò un’estate con quel prepotente scultore che è Arturo Martini. Lo trovai in uno stambugio a Albisola che stava, per così dire, dando alla luce una sua terracotta: il busto di una ragazzina con le trecce accercinate, il berrettuccio e una trasognata timidezza nel viso già serio. L’immagine era ancora cieca. ‘Ora la sveglio’, ci disse. Quel coccio era vivo per lui; non dalla frase solo e dalla voce si capiva, ma dal modo come lo maneggiava: vivo e bisognevole di riguardo. Ogni particolare diventava vero appena enunciato; calzava; illuminava l’opera, la metteva nella sua aria” ( C. Sbarbaro, "Scampoli", Firenze 1960, p. 77, citato anche in S. Riolfo Marengo, "Camillo Sbarbaro, Angelo Barile e la 'Nena' di Arturo Martini" in “Risorse”, marzo 1988 e in N. Stringa, "Arturo Martini", Roma 2005, p. 90-91). Nena è il nomignolo familiare attribuito in casa Martini alla figlia Maria, che lo scultore rappresenta intorno ai 9-10 anni nella terracotta, immaginandola - come egli stesso racconta in una lettera del 1932 al critico Gino Damerini, resa recentemente nota da Nico Stringa ("Arturo Martini. Magia della ceramica. Le terracotte e le maioliche della collezione Costantino Barile", catalogo della mostra, Contini, Cortina, 29 dicembre 2018 - 22 aprile 2019, p. 14) - mentre si allontana affacciata al finestrino del treno, verso il collegio. Il basamento ripropone lo spazio del finestrino, così proiettando la figura verso di noi. Il soggetto ebbe enorme successo, convincendo Martini a produrne più esemplari, in terracotta e in terracotta refrattaria, il primo dei quali venne esposto a Torino nel 1930 con il titolo "La mia bambina", entrando a far parte delle Collezioni Reali. Come ricorda Valerio Terraroli, in commento ad un altro esemplare ( Edgallery, Piacenza) lo stesso Carrà ne parla con entusiasmo: “Qui l’osservazione realistica tende a farsi stile e armonia lineare, e già la materia vibra di un rigore nuovo di verità naturale che non è più̀ soltanto architettura di volume, ma forma rattenuta e sentimento poetico” (Carrà 1933, cit. in "Arturo Martini" 2014, p. 60). Se in tutti gli esemplari Martini mostra di rimeditare il tema della malinconia, la terracotta di Veneto Banca si caratterizza per una maggiore immediatezza e semplicità di gesto, evidente anche nella terra lasciata a vivo, e nell'insieme per un più marcato effetto di purezza.

    Bonino
  • Arturo Martini (1889 - 1947) La Pisana
    Jul. 30, 2026

    Arturo Martini (1889 - 1947) La Pisana

    Est: -

    Arturo Martini (1889 - 1947) La Pisana Bronzo 37 x 131,5 x 70,4 cm 39 x 134 x 72,6 cm (il basamento) Firma: “a martini” in fusione sulla base Altre iscrizioni: “2/6 martini” inciso sulla base in corrispondenza del polpaccio destro Elementi distintivi: sulla base, timbri di fonderia, di cui uno con iscrizione “TESCONI FUSE”, e etichetta con riferimento alla collezione “GIANCARLO FOLCO” e numero di inventario solo parzialmente leggibile Provenienza: Collezione Giancarlo Folco, Vicenza; Veneto Banca SpA in LCA Bibliografia: Gianni Vianello, Nico Stringa, Claudia Gian Ferrari, "Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture", Neri Pozza, Vicenza 1998, pp. 151-153 (con bibliografia precedente) Certificati: fotocertificato e scheda critica datata 9 marzo 1992, firmati da Philippe Daverio Stato di conservazione. Supporto: 95% Stato di conservazione. Superficie: 95% For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80 L’opera, proveniente dalla collezione dell’imprenditore vicentino Giancarlo Folco, appartiene alla produzione di Arturo Martini più vicina al Realismo Magico. Nata come prototipo in gesso modellato da Martini a Roma alla fine del 1928 e subito sostenuta da una ampia fortuna critica, la Pisana è stata realizzata in pietra, terracotta, bronzo, come rappresentazione sognante della protagonista del romanzo di Ippolito Nievo, "Le confessioni di un ottuagenario", che lo scultore aveva letto su suggerimento degli amici Natale e Maria Mazzolà. Nella capitale, con Martini, i trevigiani Giovanni Comisso, Mazzolà e Gino Scarpa, sono impegnati a progettare iniziative per la rivalutazione di Nievo. Il gesso, sulla base del modello scolpito in pietra di Vicenza che già gli apparteneva, venne comprato nel giugno del 1930 da Arturo Ottolenghi per la Villa di Acqui Terme. Nello stesso anno, il gesso originale fu modificato da Martini: i capelli divennero più mossi e scesero a coprire parzialmente le orecchie, fu cambiata la posizione della mano. Dal gesso modificato Martini tirò un bronzo non numerato; realizzò anche due terrecotte. Appositamente per il centenario dell'artista (1889-1989) dalla forma in gesso conservata presso l'Atelier Martini di Vado Ligure e ceduta dagli eredi con i relativi diritti, furono tirati, presso la Fonderia Tesconi di Pietrasanta, sei esemplari in bronzo numerati e contrassegnati, più due prove (00/6 e 0/6): di questa edizione, fa parte l’esemplare in bronzo della collezione di Veneto Banca. Un precedente bronzo era stato tirato dal gesso nel 1930 ed oggi si trova al Museo Civico di Treviso. Un frammento di una terracotta che si ruppe durante la cottura è invece conservato nella collezione Bontempelli. Martini stesso definì la Pisana come una meditazione sull'ideale della donna: "la adoro e forse non ho amato che questa donna nella mia vita". La scultura si pose al centro del dibattito sul rinnovamento delle arti, come già intuì Lionello Venturi nel 1930: "un primitivismo di maniera si può ancora scorgere nella testa, ma non più nel corpo. La forma è di un rigore assoluto, d'una semplicità esasperata, eppure vibrante, sensibile, sensuale, mentre la serenità della perfezione eleva la sensualità al piano della vita teorica. Ha voluto Martini delle forme classiche? La Pisana è classica e non neoclassica, dove la polemica con il Novecento non potrebbe essere più esplicita" (citazioni da M. Abiti e A. M. Breccia Cipolat, "Arturo Martini, uno di noi", Treviso, 2005, p. 67).

    Bonino
  • ARTURO MARTINI Toro,
    Jun. 11, 2026

    ARTURO MARTINI Toro,

    Est: €2,000 - €3,000

    ARTURO MARTINI 1889 - 1947 Toro Bronze sculpture, cm 16,5 x 10,5 x 23 - with wooden base h cm 19,5 Signed, at the base Certificate on photograph by Luigi Menegazzi Certificate on photograph by Luigi Menegazzi PROVENANCE Private Collection

    Martini Studio d'Arte
  • ARTURO MARTINI (TREVISO 1889 - MILANO 1947)
    May. 28, 2026

    ARTURO MARTINI (TREVISO 1889 - MILANO 1947)

    Est: €2,000 - €3,000

    Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947) Busto di Emilio Ventura Bronzo h 52 cm Firmato Arturo Martini (Treviso 1889 - Milan 1947) Bust of Emilio Ventura Bronze h 52 cm Signed

    Lucas Aste
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - D'APRES. FUGA IN EGITTO
    May. 26, 2026

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - D'APRES. FUGA IN EGITTO

    Est: €600 - €800

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). D'APRES. FUGA IN EGITTO. signature engraved at the base. 17,50 x 27 x 18 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947)
    Mar. 19, 2026

    Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947)

    Est: €10,000 - €15,000

    "Vittoria fascista (Vittoria in cammino)", 1932/33, 76.5x20x45 cm., dark patina bronze sculpture, signed on the base. Eight bronze specimens known from terracotta Publications: "Il Decò in Italia", catalogo mostra, Chiostro del Bramante, Roma, Mondadori Editori 2004, p. 101, n. 86 "Giacomo Matteotti. Vita e morte di un padre della democrazia", catalogo della mostra, Museo di Roma Palazzo Braschi, 2024, p. 64 Bibliography: Guido Perocco, "Arturo Martini. Catalogo delle sculture e delle ceramiche", Neri Pozza Editore, 1966, n. 269 G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, "Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture", Neri Pozza Editore, Vicenza, 1998, n. 315 (originale in terracotta)

    Colasanti Casa d'Aste
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - D'APRES. FUGA IN EGITTO
    Feb. 05, 2026

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - D'APRES. FUGA IN EGITTO

    Est: €700 - €900

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). D'APRES. FUGA IN EGITTO. signature engraved at the base. 17,50 x 27 x 18 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934
    Dec. 02, 2025

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934

    Est: -

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934 Bronzo, esemplare unico, 2003, 115,8 x 145 x 80,8 cm Provenienza: Veneto Banca spa in LCA Bibliografia: Con riguardo all’esemplare originale in bronzo o in gesso, Bernardi 1934 (ill.); Bertocchi 1934 (ill.); Brandi 1934 (ill.); Carrà 1934 (ill.); Ojetti 1934; Savinio 1934 (1); Savinio 1934 (2, ill.); Sinisgalli 1934; Sironi 1934 (ill.); Varagnolo 1934 (ill.); Della Porta 1935; Fiumi 1935; Gatti 1935 (ill.); Mostre 1935 (ill.); Ojetti 1935; Bernardi 1937; Bontempelli 1939 (tav. XX); Del Massa 1939 (ill.); Barbaroux-Giani 1940 (tav. 82); Costantini 1940 (p. 349); Oppo 1941 (ill); Joppolo 1946 (tav. CLXIX); Argan 1947 (tav. 2); Apollonio 1948; Franchi 1949, 1951 e 1954 (fig. 29); Sapori 1949 (p. 51 e fig. 331); Argan 1956 (fig. 15); Argan 1958 (fig. 15); Perocco 1962 (fig. 44, p. 80); Perocco 1966 (n. 326), fig. 242; Martini, “Colloqui”, 1968 e 1997, passim; Bargellini 1970 (fig. 119); Bellonzi 1974 (tav. VI); De Micheli 1981 (p. 75); Ghianda 1985 (p. 86); Fergonzi 1986 (p. 929); Vianello 1989 (p. 60); Vianello-Baldacci 1991 (p. 41, n. 27); Fergonzi 1995, (p. 110); G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, “Arturo Martini. Catalogo ragionato della scultura, Vicenza, 1998 (n. 385, p. 259; con soluzioni della bibliografia precedente); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Cornuda, 2002, pp. 110 - 111 (ill.); Av. Vv., "Il Centro Direzionale Veneto Banca", Montebelluna, s.d., p. 55 (ill.) Esposizioni: Con riguardo all’esemplare originale in bronzo o in gesso, Milano 1934 (n. e fig. 3); Venezia 1934 (sala 27, n. 36); Parigi 1935 (sala 16); Venezia 1948 (n. 12, p. 25); Torino 1952 (p. 85 e tav. 275); Firenze 1967 (n. e fig. 1183); Treviso 1967 (n. 115, fig. 114); Roma 1972 (p. 306); Pietrasanta 1981 (p. 151); Milano 1985 (n. e fig. 46); Milano 1986 (n. e fig. 10); Londra 1989 (n. e fig. 111); Matera 1989 (n. e fig. 43); Milano 1989 (n. 17); Parigi-Londra-Firenze 1991 (n. e fig. 31, pp. 110-111); Bolzano 1994 (pp. 66-67); Venezia 1995 (n. e fig. 104, p. 252); Parigi 1997 (n. VI e 37, p. 532); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 21 aprile - 30 giugno 2002 Stato di conservazione. Supporto: 95% Stato di conservazione. Superficie: 90% (residui di calcare da colature d’acqua, incrostazioni, depositi) Arturo Martini termina il gesso "Tobiolo" - capolavoro della sua fase matura - verso la fine del 1933 e lo presenta nel 1934 prima alla galleria Milano e poi alla Biennale di Venezia, dove l'opera è acquistata, insieme ad una versione in bronzo, dagli Ottolenghi Wedekind per la piscina della loro villa ad Acqui Terme. Mentre il bronzo originale 'Ottolenghi' fu disperso e venne sostituito da una copia non autorizzata, probabilmente a seguito di una vendita, il gesso fu riscattato da Martini che lo ha conservato nella Casa Museo di Vado Ligure, dove è stato acquistato da Veneto Banca direttamente dagli eredi Martini, nel 2002, quale «gesso originale del "Tobiolo"», con il diritto "a trarne una copia in bronzo". Tale versione, autorizzata, fu collocata nel parco del centro direzionale dell'Istituto di Credito a Montebelluna, ed è l'esemplare ora in asta. Vennero dunque tirati tre bronzi, di cui uno non autorizzato (quello ora a Villa Ottolenghi Wedekind) e due autorizzati, quello originario Ottolenghi e quello di Veneto Banca, l'unico autentico oggi superstite. Il bronzo di Veneto Banca è stato fuso presso la Fonderia Fracaro, Ponte Alto, nel febbraio-marzo 2003, sotto il controllo di di Eugenio Manzato. La rifinitura e la patinatura sono state eseguite con la consulenza di Roberto Bertagnin, erede e titolare dei diritti morali di Arturo Martini. Il processo di fusione è stato fotografato in tutte le sue fasi, fornendo così all'opera un eccezionale livello di documentazione.

    Bonino
  • Arturo Martini "Il Figliol prodigo e la Famiglia" 1936-37 plaster with original wooden support 184.5x216x55 cm Provenance Arturo Martini Studio, Vado Ligure (1937-47) Maria Martini Bertagnin, Vado Ligure (1947-95) Martini heirs, Savona Pri...
    Nov. 25, 2025

    Arturo Martini "Il Figliol prodigo e la Famiglia" 1936-37 plaster with original wooden support 184.5x216x55 cm Provenance Arturo Martini Studio, Vado Ligure (1937-47) Maria Martini Bertagnin, Vado Ligure (1947-95) Martini heirs, Savona Pri...

    Est: €300,000 - €350,000

    (Treviso 1889 - Milano 1947) "Il Figliol prodigo e la Famiglia" 1936-37 plaster with original wooden support 184.5x216x55 cm Provenance Arturo Martini Studio, Vado Ligure (1937-47) Maria Martini Bertagnin, Vado Ligure (1947-95) Martini heirs, Savona Private collection Exhibitions III Quadriennale d'Arte Nazionale, Palazzo delle Esposizioni, Rome, February-July 1939, Gallery A, no. 5: La famiglia, plaster (catalog p. 199, not illustrated) “First posthumous exhibition of Arturo Martini” (curated by Giuseppe Mazzotti) Industrie poligrafiche Longo e Zappelli, Treviso, September 14-30, 1947, no. 97, figure 10 (illustrated with photos by Mario Crimella) “Arturo Martini and the monument for the Palace of Justice in Milan” exhibition conceived by Amedeo Porro and organized by FAI in collaboration with Paolo Baldacci and Nico Stringa, Villa Necchi Campiglio, Milan, March 7 - May 6, 2018, no. 4 - The Family, pp. 34 - 35 ill. Literature “Martini visto da Sartoris” (Martini as seen by Sartoris), in “Il Milione,” no. 55, May 28 - June 17, 1937, unnumbered pages (on p. 3, list of photographic details on display, in addition to the whole: No. 1. Groups of the Family and the Prodigal Son) R. Bacchelli “Introduction to ”La Giustizia Corporativa: high relief for the Palace of Justice in Milan / by Arturo Martini" Milan, Edizioni del Milione, 1937, p. 15 P. Marconi “III Quadriennale dArte in Roma” in “Architettura” May 1939, p. 295 ill. M. Piacentini, 1939, p. 295 ill. W. R. Valentiner “Origins of Modern Sculpture” New York, Wittenborn Company, 1946, p. 43, 47 ill. (the group of the Prodigal Son and the Family in the photo of the plaster cast by Mario Crimella) M. Bontempelli, A. Martini “Arturo Martini: 40 Tavole” Milan, Hoepli, 1948 R. Franchi “Arturo Martini” Florence, 1949, 1951, 1954, fig. 39 G. Perocco "arturo MArtini. Catalogo delle sculture e delle ceramiche" Treviso, 1966, no. 389, fig. 345 V. Guzzi “Arturo Martini” in “Arte e Poesia” January - December 1971, p. 107 F. Bellonzi “Arturo Martini” Rome, Editalia, 1975, no. 118 ill. (photo of the plaster cast by Mario Crimella) G. Mazzotti, 1979, plate XXXI N. Stringa “Arturo Martini e Carrara. Pensieri nel marmo” in E. Crispolti, L.M. Barbero “IX Biennale...” 1998, p. 40 ill. G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari “Arturo Martini. Catalogo Ragionato delle Sculture” Vicenza, Neri Pozza Editore, 1998, pp. 296 - 299, no. 448, no. 449 IT "Il Figliol prodigo e la Famiglia" 1936-37 gesso con supporto ligneo originale cm 184,5x216x55 Provenienza Studio Arturo Martini, Vado Ligure (1937-47) Maria Martini Bertagnin, Vado Ligure (1947-95) Eredi Martini, Savona Collezione privata Esposizioni III Quadriennale d'Arte Nazionale, Palazzo delle Esposizioni, Roma, febbraio - luglio 1939, Galleria A, n. 5: La famiglia, gesso (catalogo p. 199, non illustrato) "Prima mostra postuma di Arturo Martini" (a cura di Giuseppe Mazzotti) Industrie poligrafiche Longo e Zappelli, Treviso, 14 - 30 settembre 1947, n. 97, figura 10 (illustrato con le foto di Mario Crimella) "Arturo Martini e il monumento per il Palazzo di Giustizia a Milano" mostra ideata da Amedeo Porro e realizzata dal FAI con la collaborazione di Paolo Baldacci e Nico Stringa, Villa Necchi Campiglio, Milano, 7 marzo - 6 maggio 2018, n. 4 – La Famiglia, pp. 34 - 35 ill. Bibliografia "Martini visto da Sartoris", in “Il Milione”, n. 55, 28 maggio - 17 giugno 1937, pagine non numerate (a p. 3 l’elenco dei particolari fotografici esposti, oltre l’assieme: N. 1. Gruppi della Famiglia e del Figliol prodigo) R. Bacchelli "Introduzione a "La Giustizia Corporativa: altorilievo per il Palazzo di Giustizia in Milano / di Arturo Martini" Milano, Edizioni del Milione, 1937, p. 15 P. Marconi "III Quadriennale dArte in Roma" in "Architettura" maggio 1939, p. 295 ill. M. Piacentini, 1939, p. 295 ill. W. R. Valentiner "Origins of Modern Sculpture" New York, Wittenborn Company, 1946, p. 43, 47 ill. (il gruppo del Figliol prodigo e della Famiglia nella foto del gesso eseguita da Mario Crimella) M. Bontempelli, A. Martini "Arturo Martini: 40 Tavole" Milano, Hoepli, 1948 R. Franchi "Arturo Martini" Firenze, 1949, 1951, 1954, fig. 39 G. Perocco "arturo MArtini. Catalogo delle sculture e delle ceramiche" Treviso, 1966, n. 389, fig. 345 V. Guzzi "Arturo Martini" in "Arte e Poesia" gennaio - dicembre 1971, p. 107 F. Bellonzi "Arturo Martini" Roma, Editalia, 1975, n.118 ill. (foto del gesso eseguita da Mario Crimella) G. Mazzotti, 1979, tav. XXXI N. Stringa "Arturo Martini e Carrara. Pensieri nel marmo" in E. Crispolti, L.M. Barbero "IX Biennale..." 1998, p. 40 ill. G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari "Arturo Martini. Catalogo Ragionato delle Sculture" Vicenza, Neri Pozza Editore, 1998, pp. 296 - 299, n. 448, n. 449 On 24 November 2025 at 9:38 a.m., a communication was received from the Soprintendenza of Archaeology, Fine Arts and Landscape for the Metropolitan of Milan regarding the initiation of the procedure for the declaration of particularly important interest for the present lot. The lot cannot leave Italy

    Il Ponte Auction House
  • Arturo Martini 1889-1947 La gabbia d'oro A. Martini, 1927
    Nov. 19, 2025

    Arturo Martini 1889-1947 La gabbia d'oro A. Martini, 1927

    Est: €3,000 - €4,000

    A moulded terracotta figure of a nude woman

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini 1889-1947 Giuditta e Oloferne A. Martini, 1927
    Nov. 19, 2025

    Arturo Martini 1889-1947 Giuditta e Oloferne A. Martini, 1927

    Est: €4,000 - €5,000

    A moulded terracotta figure depicting the myth of Judith and Holofernes

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini
    Nov. 18, 2025

    Arturo Martini

    Est: €24,000 - €32,000

    (Treviso 1889–1947 Milan) Gli Amanti, c. 1941, signed, bronze, 42 x 32 x 22 cm (without base), 46.5 x 32.7 x 24 cm (with base), unique example, made from a plaster model (subsequently destroyed) Provenance: Giovanni Fenzo Collection, Venice, 1942 European Private Collection Sale, Dorotheum, Vienna, 26 November 2019, lot 63 European Private Collection Exhibited: XXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1942 (label under the basement) Bassano del Grappa, Arturo Martini: opere edite e inedite, 1908–1944, Galleria Dieda, 1996, exh. cat. no. 16 with ill. Literature: M. Bontempelli, Arturo Martini, U. Hoepli (ed.), Milan 1948, no. XXXI G. Perocco, Arturo Martini, Fabbri (ed.), Milan 1966, no. 469 with ill., no. 432 M. De Luigi, Arturo Martini. Gli anni veneziani, Electa (ed.), Milan 1989, p. 161 N. Stringa, Arturo Martini al museo di Treviso, S. I. Banca popolare di Verona-Banco S. Geminiano, 1996, pp. 46–47 G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, Arturo Martini, Catalogo ragionato delle sculture, Neri Pozza (ed.), Vicenza 1998, p. 331, no. 500 (plaster illustrated)

    Dorotheum
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - D'APRES. FUGA IN EGITTO
    Nov. 18, 2025

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - D'APRES. FUGA IN EGITTO

    Est: €700 - €900

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). D'APRES. FUGA IN EGITTO. signature engraved at the base. 17,50 x 27 x 18 cm.

    Capitolium Art
  • After Arturo MARTINI Bronze Reclining Nude
    Nov. 15, 2025

    After Arturo MARTINI Bronze Reclining Nude

    Est: $3,000 - $5,000

    Arturo Martini (Italian, 1889-1947), bronze sculpture of a reclining female nude, edition 00/6, signed on base left " A. Martini and stamped Fonderia Tesconi Pietrasanta", and with "Galleria Philippe Daverio, Milan", one of six authorized castings of the original plaster with the permission of the artist’s heirs. [19" H x 61" L x 25"]. Overall condition is good. Property of and benefiting Columbia University in the City of New York, Former Property of the Estate of John W. Kluge.

    Roland Auctions NY
  • MARTINI ARTURO
    Oct. 28, 2025

    MARTINI ARTURO

    Est: €1,500 - €2,500

    ARTURO MARTINI (1889-1947) Giuditta 1932 scultura in bronzo cm 41x17x15 firmato e numerato sul retro sulla base titolato sulla base provenienza: Collezione privata Genova Giuditta 1932 bronze sculpture 16 14x6 69x5 90 in signed and numbered on the reverse on the base titled on the base provenance: Private collection Genoa bibliografia: Vianello Gian Ferrari & Stringa 330

    Aste Boetto SRL
  • after Arturo Martini,  El Rapto de la Amazona, conceived c.1935 
    Sep. 09, 2025

    after Arturo Martini,  El Rapto de la Amazona, conceived c.1935 

    Est: £2,500 - £3,000

    after Arturo Martini,  Italian 1889-1947 -  El Rapto de la Amazona, conceived c.1935;  bronze, likely posthumous cast, H52 x W38 x D25 cm (excluding base)  Provenance:  with Talisman, London;  Private Collection, purchased from the above  Literature: Gianni Vianello, 'Arturo Martini: Catalogo ragionato delle sculture', Neri Pozza Editore, Vincenza, 1998, cat.no.417, p.278 (another cast illus.)  Note:  the original gesso is in the collections of the Palazzo Thiene in Vicenza.  According to the catalogue raisonné for the artist, one bronze is in the collection of the Museum of Modern Art in Pittsburgh, two bronzes are in private collections and six numbered bronze copies plus two proofs were made from the plaster by the Galleria Daverio in 1989 with the authorization of the artist's heirs. 

    Roseberys
  • Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4
    Jul. 23, 2025

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4

    Est: €6,000 - €8,000

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 43x17x17 firma e titolo Fusione postuma dalla terracotta da stampo realizzata da Martini nel 1932 Provenienza Galleria Gian Ferrari, Milano Collezione privata Bibliografia di riferimento G. Vianello, C. Gian Ferrari e N. Stringa, Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture, Vicenza 1998, p. 223, n. 330 (esemplare in terracotta) Esposizioni di riferimento Arturo Martini, Ex Tempio di Santa Caterina, Treviso, 10 settembre - 12 novembre 1967, ivi ripr. n. 56

    Itineris
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Il Duca d’Aosta a cavallo
    Jul. 01, 2025

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Il Duca d’Aosta a cavallo

    Est: €6,000 - €8,000

    La scultura raffigura Emanuele Filiberto a cavallo, ricoperto da un grande mantello, il quale ferma il cavallo che si impunta sulle zampe anteriori e solleva la mano destra in segno di saluto controbilanciando in avanti la massa del destriero che è tutta spostata verso le gambe posteriori piegate. posthumous bronze sculpture carved from original plaster

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Torello
    Jul. 01, 2025

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Torello

    Est: €1,500 - €2,500

    posthumous bronze sculpture

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Annunciazione
    Jul. 01, 2025

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Annunciazione

    Est: €4,000 - €5,000

    posthumous terracotta

    Cambi Casa d'Aste
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - LA VISITAZIONE (L'INCONTRO)
    Jun. 25, 2025

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - LA VISITAZIONE (L'INCONTRO)

    Est: €4,000 - €6,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). LA VISITAZIONE (L'INCONTRO). signature size without base: 31.5x17.5x4.5cm REFERENCE BIBLIOGRAPHY N. Stringa, C. Gian Ferrari, V. Gianni, Arturo Martini - Catalogo ragionato delle sculture, Neri Pozza 1998, plate 480 Perrocco 1966, n.310 plate 250 (The meeting) REFERENCE EXHIBITION Treviso 1967 n.137 (II ed) Turin 1969 n.18 The work depicts a popular and evangelical reinterpretation of the meeting between Mary and Saint Anne. The bronze derives from a plaster model made by Martini in the 1930s, now preserved in the plaster cast gallery of the Pallanza Museum (formerly the Rosmini collection). The plaster model is the preparatory study for La Visita, a monumental sculpture in Vicenza stone made in 1939 for Villa Jesi, in the Vho area, near Tortona (currently preserved in Carpi, in a private collection). The work, designed to be inserted into the entrance wall of the villa designed by the architect Frette, was removed following the change of ownership of the building. Three bronze examples were cast from the original sketch in contemporary times, to which are added three posthumous cast examples authorized by Egle Rosmini PROVENANCE Tisin Collection, Treviso (until 1982) Private collection, Treviso. 32 x 35 x 17 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4
    Jun. 18, 2025

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4

    Est: €6,000 - €8,000

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 43x17x17 firma e titolo Fusione postuma dalla terracotta da stampo realizzata da Martini nel 1932 Provenienza Galleria Gian Ferrari, Milano Collezione privata Bibliografia di riferimento G. Vianello, C. Gian Ferrari e N. Stringa, Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture, Vicenza 1998, p. 223, n. 330 (esemplare in terracotta) Esposizioni di riferimento Arturo Martini, Ex Tempio di Santa Caterina, Treviso, 10 settembre - 12 novembre 1967, ivi ripr. n. 56

    Itineris
  • Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934
    Jun. 11, 2025

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934

    Est: €150,000 - €250,000

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934 Gesso con armatura in ferro 123,6 x 154,6 x 87,7 cm (la scultura) 23,2 x 164,8 x 92,1 cm (il basamento) Firma: “A. Martini" inciso sulla base Provenienza: Arturo Martini; Galleria Milano, Milano; Ottolenghi Wedekind; Arturo Martini; Eredi Martini Bertagnin, Vado Ligure; Veneto Banca spa in LCA Bibliografia: Con riguardo all’esemplare in bronzo o in gesso, Bernardi 1934 (ill.); Bertocchi 1934 (ill.); Brandi 1934 (ill.); Carrà 1934 (ill.); Ojetti 1934; Savinio 1934 (1); Savinio 1934 (2, ill.); Sinisgalli 1934; Sironi 1934 (ill.); Varagnolo 1934 (ill.); Della Porta 1935; Fiumi 1935; Gatti 1935 (ill.); Mostre 1935 (ill.); Ojetti 1935; Bernardi 1937; Bontempelli 1939 (tav. XX); Del Massa 1939 (ill.); Barbaroux-Giani 1940 (tav. 82); Costantini 1940 (p. 349); Oppo 1941 (ill); Joppolo 1946 (tav. CLXIX); Argan 1947 (tav. 2); Apollonio 1948; Franchi 1949, 1951 e 1954 (fig. 29); Sapori 1949 (p. 51 e fig. 331); Argan 1956 (fig. 15); Argan 1958 (fig. 15); Perocco 1962 (fig. 44, p. 80); Perocco 1966 (n. 326), fig. 242; Martini, “Colloqui”, 1968 e 1997, passim; Bargellini 1970 (fig. 119); Bellonzi 1974 (tav. VI); De Micheli 1981 (p. 75); Ghianda 1985 (p. 86); Fergonzi 1986 (p. 929); Vianello 1989 (p. 60); Vianello-Baldacci 1991 (p. 41, n. 27); Fergonzi 1995, (p. 110); G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, “Arturo Martini. Catalogo ragionato della scultura, Vicenza, 1998 (n. 385, p. 259; con soluzioni della bibliografia precedente); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Cornuda, 2002, pp. 110 - 111 (ill.) Esposizioni: con riguardo all’esemplare in bronzo o in gesso, Milano 1934 (n. e fig. 3); Venezia 1934 (sala 27, n. 36); Parigi 1935 (sala 16); Venezia 1948 (n. 12, p. 25); Torino 1952 (p. 85 e tav. 275); Firenze 1967 (n. e fig. 1183); Treviso 1967 (n. 115, fig. 114); Roma 1972 (p. 306); Pietrasanta 1981 (p. 151); Milano 1985 (n. e fig. 46); Milano 1986 (n. e fig. 10); Londra 1989 (n. e fig. 111); Matera 1989 (n. e fig. 43); Milano 1989 (n. 17); Parigi-Londra-Firenze 1991 (n. e fig. 31, pp. 110-111); Bolzano 1994 (pp. 66-67); Venezia 1995 (n. e fig. 104, p. 252); Parigi 1997 (n. VI e 37, p. 532); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 21 aprile - 30 giugno 2002 Stato di conservazione. Supporto: 50% (segmentazioni conseguenti all’uso per fusione; fessurazioni soprattutto sulla base, dovute a distribuzione non uniforme del peso in fase di trasporto; tassellature di fissaggio alla base; integrazioni e restauri con gessi di diversa pasta, soprattutto alla base; danni da urto e da frizione minori, soprattutto alla base) Stato di conservazione. Superficie: 85% (depositi; differenze cromatiche dovute alle diverse paste di gesso) Arturo Martini termina il gesso "Tobiolo" - capolavoro della sua fase matura - verso la fine del 1933, mentre il bronzo, da collocare nella piscina del parco di Villa Ottolenghi Wedekind ad Acqui Terme, viene fuso all'inizio del 1934. Sul piano formale, come racconta nei "Colloqui sulla scultura" (1944-1945), l'artista si ispira alla Fontana di Bartolomeo Ammannati in piazza della Signoria a Firenze, avendo però come modello - se ne ha conferma nella corrispondenza con i committenti - una piccola scultura, raffigurante un pescatore che stringe tra le mani un pesce: di Herta Ottolenghi-Wedekind, essa stessa artista. Tant'è che Martini fu inizialmente soltanto incaricato di portare in dimensione naturale il bozzetto, Arturo Ottolenghi intendeva collocare al centro della piscina la scultura della moglie. Ma Martini prese una propria via, di innovazione anche rispetto alle proprie esperienze precedenti e che gli valse per la prima volta l'apprezzamento unanime della critica, fino alla consacrazione alla Mostra d'Arte Italiana a Parigi: il "Corriere della Sera" riprodusse la scultura in prima pagina, il 17 maggio 1935, con le autorità italiane e francesi in ammirazione. Il soggetto è preso dalla Bibbia, in particolare dal capitolo VI del Libro di Tobia, dove si racconta come Tobia ha trovato in un pesce il medicamento per la cecità del padre Tobi: «Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì e s'avviò con loro. Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand'ecco un grosso pesce balzò dall'acqua e tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare. Ma l'angelo gli disse: «Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire». Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva. Gli disse allora l'angelo: «Aprilo e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte e getta via invece gli intestini. Il fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti». Il ragazzo squartò il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il fegato; arrostì una porzione del pesce e la mangiò; l'altra parte la mise in serbo dopo averla salata. Poi tutti e due insieme ripresero il viaggio, finché non furono vicini alla Media. Allora il ragazzo rivolse all'angelo questa domanda: «Azaria, fratello, che rimedio può esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?». Gli rispose: «Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo e cesserà in essa ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna. Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di uno affetto da albugine; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono». Il tema della scultura riposa dunque nella ricerca, nel coraggio, nella scoperta e nello stupore, in stretto rapporto con la poetica del Realismo magico, che lo scultore abbraccia alla ricerca di una forma pura, distanziandosi dalle movenze arcaiche a lungo sperimentate e qui riecheggiate soltanto nello sguardo 'etrusco' di Tobia/Tobiolo. La scultura è imponente, Martini decide di sottolinearne la forza, con un modellato leggermente più grande del reale, in linea con la visione distanziata in ambiente aperto. A seguito del successo prima alla galleria Milano, aperta a Milano nel 1928 dal critico d’arte ed editore Enrico Somarè, e poi alla Biennale di Venezia, nel 1934, l'opera fu ceduta sia nella versione in gesso sia in quella in bronzo agli Ottolenghi. Il gesso fu più tardi riscattato da Martini che lo ha conservato nella Casa Museo di Vado Ligure. Dove è stato acquistato da Veneto Banca direttamente dagli eredi Martini, nel 2002, quale «gesso originale del "Tobiolo"», con il diritto "a trarne una copia in bronzo", che fu collocata nel parco del centro direzionale dell'Istituto di Credito a Montebelluna. Frattanto il bronzo originale di Villa Ottolenghi Wedekind è stato sostituito da una copia. I bronzi sono oggi, dunque, tre, di cui due autorizzati (quello originario Ottolenghi e quello di Veneto Banca), ed uno non autorizzato (quello ora a Villa Ottolenghi Wedekind). La condizione del gesso mostra i segni dell'impiego per la produzione in bronzo, in particolare le linee di arginatura dei pezzi di stampo. La struttura in gesso ha una armatura in ferro interna. L'opera è stata oggetto di un accurato restauro nel 2007 da parte di Nuova Alleanza. L'opera si presenta ancorata, con viti passanti la base, ad un piano di liste di legno, a loro volta fissate ad una struttura di metallo. Il peso della struttura in metallo rende necessaria la massima attenzione negli spostamenti poiché se essa si flette si aprono alcune leggere fessurazioni già esistenti nel gesso. La terza immagine del corredo fotografico mostra il basamento in legno e metallo. Nelle altre immagini il basamento è stato eliminato fotograficamente al solo fine di focalizzare l'attenzione sulla scultura. La scultura è stata fotografata con luci di diverso colore per consentire il più attento apprezzamento della superficie e dei volumi.

    Bonino
  • Arturo Martini,  El Rapto de la Amazona, c.1935 
    Jun. 03, 2025

    Arturo Martini,  El Rapto de la Amazona, c.1935 

    Est: £4,000 - £6,000

    Arturo Martini,  Italian 1889-1947 -  El Rapto de la Amazona, c.1935;  bronze, H52 x W38 x D25 cm (excluding base) Literature: Gianni Vianello, Arturo Martini: Catalogo ragionato delle sculture, Neri Pozza Editore, Vincenza, 1998, cat.no.417, p.278 (illus.) Note: the original gesso is in the collections of the Palazzo Thiene in Vicenza. According to the catalogue raisonne for the artist, one bronze is in the collection of the Museum of Modern Art in Pittsburgh, two bronzes in private collections, six numbered bronze copies plus two proofs were made from the plaster by the Galleria Daverio in 1989 with the authorization of the heirs.

    Roseberys
  • ARTURO MARTINI 1' STUDY FOR THE "TITO LIVIO" OF PADUA
    May. 08, 2025

    ARTURO MARTINI 1' STUDY FOR THE "TITO LIVIO" OF PADUA

    Est: €4,000 - €5,000

    signature and title at the bottom

    Fidesarte Italia SRL
  • Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934
    Apr. 16, 2025

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934

    Est: -

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934 Gesso con armatura in ferro 123,6 x 154,6 x 87,7 cm (la scultura) 23,2 x 164,8 x 92,1 cm (il basamento) Firma: “A. Martini" inciso sulla base Provenienza: Arturo Martini; Galleria Milano, Milano; Ottolenghi Wedekind; Arturo Martini; Eredi Martini Bertagnin, Vado Ligure; Veneto Banca spa in LCA Bibliografia: Con riguardo all’esemplare in bronzo o in gesso, Bernardi 1934 (ill.); Bertocchi 1934 (ill.); Brandi 1934 (ill.); Carrà 1934 (ill.); Ojetti 1934; Savinio 1934 (1); Savinio 1934 (2, ill.); Sinisgalli 1934; Sironi 1934 (ill.); Varagnolo 1934 (ill.); Della Porta 1935; Fiumi 1935; Gatti 1935 (ill.); Mostre 1935 (ill.); Ojetti 1935; Bernardi 1937; Bontempelli 1939 (tav. XX); Del Massa 1939 (ill.); Barbaroux-Giani 1940 (tav. 82); Costantini 1940 (p. 349); Oppo 1941 (ill); Joppolo 1946 (tav. CLXIX); Argan 1947 (tav. 2); Apollonio 1948; Franchi 1949, 1951 e 1954 (fig. 29); Sapori 1949 (p. 51 e fig. 331); Argan 1956 (fig. 15); Argan 1958 (fig. 15); Perocco 1962 (fig. 44, p. 80); Perocco 1966 (n. 326), fig. 242; Martini, “Colloqui”, 1968 e 1997, passim; Bargellini 1970 (fig. 119); Bellonzi 1974 (tav. VI); De Micheli 1981 (p. 75); Ghianda 1985 (p. 86); Fergonzi 1986 (p. 929); Vianello 1989 (p. 60); Vianello-Baldacci 1991 (p. 41, n. 27); Fergonzi 1995, (p. 110); G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, “Arturo Martini. Catalogo ragionato della scultura, Vicenza, 1998 (n. 385, p. 259; con soluzioni della bibliografia precedente); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Cornuda, 2002, pp. 110 - 111 (ill.) Esposizioni: con riguardo all’esemplare in bronzo o in gesso, Milano 1934 (n. e fig. 3); Venezia 1934 (sala 27, n. 36); Parigi 1935 (sala 16); Venezia 1948 (n. 12, p. 25); Torino 1952 (p. 85 e tav. 275); Firenze 1967 (n. e fig. 1183); Treviso 1967 (n. 115, fig. 114); Roma 1972 (p. 306); Pietrasanta 1981 (p. 151); Milano 1985 (n. e fig. 46); Milano 1986 (n. e fig. 10); Londra 1989 (n. e fig. 111); Matera 1989 (n. e fig. 43); Milano 1989 (n. 17); Parigi-Londra-Firenze 1991 (n. e fig. 31, pp. 110-111); Bolzano 1994 (pp. 66-67); Venezia 1995 (n. e fig. 104, p. 252); Parigi 1997 (n. VI e 37, p. 532); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 21 aprile - 30 giugno 2002 Stato di conservazione. Supporto: 50% (segmentazioni conseguenti all’uso per fusione; fessurazioni soprattutto sulla base, dovute a distribuzione non uniforme del peso in fase di trasporto; tassellature di fissaggio alla base; integrazioni e restauri con gessi di diversa pasta, soprattutto alla base; danni da urto e da frizione minori, soprattutto alla base) Stato di conservazione. Superficie: 85% (depositi; differenze cromatiche dovute alle diverse paste di gesso) Arturo Martini termina il gesso "Tobiolo" - capolavoro della sua fase matura - verso la fine del 1933, mentre il bronzo, da collocare nella piscina del parco di Villa Ottolenghi Wedekind ad Acqui Terme, viene fuso all'inizio del 1934. Sul piano formale, come racconta nei "Colloqui sulla scultura" (1944-1945), l'artista si ispira alla Fontana di Bartolomeo Ammannati in piazza della Signoria a Firenze, avendo però come modello - se ne ha conferma nella corrispondenza con i committenti - una piccola scultura, raffigurante un pescatore che stringe tra le mani un pesce: di Herta Ottolenghi-Wedekind, essa stessa artista. Tant'è che Martini fu inizialmente soltanto incaricato di portare in dimensione naturale il bozzetto, Arturo Ottolenghi intendeva collocare al centro della piscina la scultura della moglie. Ma Martini prese una propria via, di innovazione anche rispetto alle proprie esperienze precedenti e che gli valse per la prima volta l'apprezzamento unanime della critica, fino alla consacrazione alla Mostra d'Arte Italiana a Parigi: il "Corriere della Sera" riprodusse la scultura in prima pagina, il 17 maggio 1935, con le autorità italiane e francesi in ammirazione. Il soggetto è preso dalla Bibbia, in particolare dal capitolo VI del Libro di Tobia, dove si racconta come Tobia ha trovato in un pesce il medicamento per la cecità del padre Tobi: «Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì e s'avviò con loro. Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand'ecco un grosso pesce balzò dall'acqua e tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare. Ma l'angelo gli disse: «Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire». Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva. Gli disse allora l'angelo: «Aprilo e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte e getta via invece gli intestini. Il fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti». Il ragazzo squartò il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il fegato; arrostì una porzione del pesce e la mangiò; l'altra parte la mise in serbo dopo averla salata. Poi tutti e due insieme ripresero il viaggio, finché non furono vicini alla Media. Allora il ragazzo rivolse all'angelo questa domanda: «Azaria, fratello, che rimedio può esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?». Gli rispose: «Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo e cesserà in essa ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna. Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di uno affetto da albugine; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono». Il tema della scultura riposa dunque nella ricerca, nel coraggio, nella scoperta e nello stupore, in stretto rapporto con la poetica del Realismo magico, che lo scultore abbraccia alla ricerca di una forma pura, distanziandosi dalle movenze arcaiche a lungo sperimentate e qui riecheggiate soltanto nello sguardo 'etrusco' di Tobia/Tobiolo. La scultura è imponente, Martini decide di sottolinearne la forza, con un modellato leggermente più grande del reale, in linea con la visione distanziata in ambiente aperto. A seguito del successo prima alla galleria Milano, aperta a Milano nel 1928 dal critico d’arte ed editore Enrico Somarè, e poi alla Biennale di Venezia, nel 1934, l'opera fu ceduta sia nella versione in gesso sia in quella in bronzo agli Ottolenghi. Il gesso fu più tardi riscattato da Martini che lo ha conservato nella Casa Museo di Vado Ligure. Dove è stato acquistato da Veneto Banca direttamente dagli eredi Martini, nel 2002, quale «gesso originale del "Tobiolo"», con il diritto "a trarne una copia in bronzo", che fu collocata nel parco del centro direzionale dell'Istituto di Credito a Montebelluna. Frattanto il bronzo originale di Villa Ottolenghi Wedekind è stato sostituito da una copia. I bronzi sono oggi, dunque, tre, di cui due autorizzati (quello originario Ottolenghi e quello di Veneto Banca), ed uno non autorizzato (quello ora a Villa Ottolenghi Wedekind). La condizione del gesso mostra i segni dell'impiego per la produzione in bronzo, in particolare le linee di arginatura dei pezzi di stampo. La struttura in gesso ha una armatura in ferro interna. L'opera è stata oggetto di un accurato restauro nel 2007 da parte di Nuova Alleanza. L'opera si presenta ancorata, con viti passanti la base, ad un piano di liste di legno, a loro volta fissate ad una struttura di metallo. Il peso della struttura in metallo rende necessaria la massima attenzione negli spostamenti poiché se essa si flette si aprono alcune leggere fessurazioni già esistenti nel gesso. La terza immagine del corredo fotografico mostra il basamento in legno e metallo. Nelle altre immagini il basamento è stato eliminato fotograficamente al solo fine di focalizzare l'attenzione sulla scultura. La scultura è stata fotografata con luci di diverso colore per consentire il più attento apprezzamento della superficie e dei volumi.

    Bonino
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - SPAVENTAPASSERI INNAMORATO
    Apr. 03, 2025

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - SPAVENTAPASSERI INNAMORATO

    Est: €15,000 - €20,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). SPAVENTAPASSERI INNAMORATO. signature REFERENCE BIBLIOGRAPHY G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture, Vicenza 1998, p. 157 The artistic path of Arturo Martini, born a ceramist and faithful to the figurative field, is always aimed at the search for an authentic and innovative expressive language, also documented through small-format sculptures, only apparently minor works: they express all the tenacity and curiosity with which the artist experiments with themes and materials. Between the late 1920s and the early 1930s, Martini responded to the need for renewal in the field of sculpture by overcoming metaphysical staticity and infusing essential but intense expressive emotion into form. In this process, he found in terracotta a material that gave life and warmth to his works and became an interpreter of the power of myth and poetry in a modern key, drawing inspiration from the archaic traditions of Etruscan sculpture, but without renouncing the vitality of reality. Martini approached sculpture with an approach that recalled the world of theatre, creating sculpted narratives in which the gesture expressed a balance between drama and poetry. According to the twentieth-century idea of ​​a simple form but, although not real, true, he developed a formal synthesis that did not lose the richness of the living, but rather exalted it. The result is a sculpture capable of restoring narrative harmony through a controlled symphony of gestures, creating a cohesive scene between characters and environment. The work presented here is fully in Martini’s poetic imagination, which often draws on fairytale and mythical suggestions for a deeply human and melancholic plastic vision of reality. The scarecrow, a figure suspended between the inanimate and living world, becomes a metaphor for humanity, as Martini himself suggests in the Colloqui: “Metaphysical character: the scarecrow, full of humanity, knowing how to see it” (Colloqui 1997, pp. 331-332). The scene represented, immersed in an atmosphere of dream and silence, reflects the artist’s fascination with the nocturnal settings and narratives that often recur in his repertoire. The Scarecrow, standing in his forced immobility, watches over his beloved lying at his feet, abandoned in a peaceful and unaware sleep. The frustrated desire of the protagonist translates into an impetus that bends him diagonally towards the woman, without him being able to reach her in any way. The apparent simplicity of the composition conceals an intense narrative charge: an impossible love made of yearning and tenderness. As Pontiggia observes, the work is “an entire fairy tale, in a few centimeters of terracotta” (2006, p. 142), condensing into essential forms a drama of desire and solitude. The sculpture is made of molded terracotta, a technique widely used by Martini in the 1920s and 1930s that involves the use of plaster matrices for the creation of multiple specimens. This creation does not aim at simple reproducibility, but allows the artist to modulate the rendering with subtle variations in the surface and in the patinas, giving uniqueness to each specimen. Unlike hand-modeled sculpture, where the gesture is directly perceptible in the material, molded terracotta presents more compact and defined surfaces, which Martini modulates with mastery to maintain an intense expressiveness. Far from a merely reproductive intent, this technique becomes for him a means of formal innovation and research on plastic rendering. This version of the sculpture, previously unpublished, joins the small number of known replicas, enriching the artist's corpus of works and offering a new opportunity to reflect on Martini's poetics. Between irony and melancholy, between fable and drama, Martini transforms the immobility of the scarecrow into a figure imbued with emotion, capable of evoking, with the sole force of form, the story of an ideal love. 29,50 x 46 x 21,50 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934
    Mar. 19, 2025

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934

    Est: -

    Arturo Martini (1889 - 1947) Tobiolo, 1934 Gesso con armatura in ferro 123,6 x 154,6 x 87,7 cm (la scultura) 23,2 x 164,8 x 92,1 cm (il basamento) Firma: “A. Martini" inciso sulla base Provenienza: Arturo Martini; Galleria Milano, Milano; Ottolenghi Wedekind; Arturo Martini; Eredi Martini Bertagnin, Vado Ligure; Veneto Banca spa in LCA Bibliografia: Con riguardo all’esemplare in bronzo o in gesso, Bernardi 1934 (ill.); Bertocchi 1934 (ill.); Brandi 1934 (ill.); Carrà 1934 (ill.); Ojetti 1934; Savinio 1934 (1); Savinio 1934 (2, ill.); Sinisgalli 1934; Sironi 1934 (ill.); Varagnolo 1934 (ill.); Della Porta 1935; Fiumi 1935; Gatti 1935 (ill.); Mostre 1935 (ill.); Ojetti 1935; Bernardi 1937; Bontempelli 1939 (tav. XX); Del Massa 1939 (ill.); Barbaroux-Giani 1940 (tav. 82); Costantini 1940 (p. 349); Oppo 1941 (ill); Joppolo 1946 (tav. CLXIX); Argan 1947 (tav. 2); Apollonio 1948; Franchi 1949, 1951 e 1954 (fig. 29); Sapori 1949 (p. 51 e fig. 331); Argan 1956 (fig. 15); Argan 1958 (fig. 15); Perocco 1962 (fig. 44, p. 80); Perocco 1966 (n. 326), fig. 242; Martini, “Colloqui”, 1968 e 1997, passim; Bargellini 1970 (fig. 119); Bellonzi 1974 (tav. VI); De Micheli 1981 (p. 75); Ghianda 1985 (p. 86); Fergonzi 1986 (p. 929); Vianello 1989 (p. 60); Vianello-Baldacci 1991 (p. 41, n. 27); Fergonzi 1995, (p. 110); G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, “Arturo Martini. Catalogo ragionato della scultura, Vicenza, 1998 (n. 385, p. 259; con soluzioni della bibliografia precedente); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Cornuda, 2002, pp. 110 - 111 (ill.) Esposizioni: con riguardo all’esemplare in bronzo o in gesso, Milano 1934 (n. e fig. 3); Venezia 1934 (sala 27, n. 36); Parigi 1935 (sala 16); Venezia 1948 (n. 12, p. 25); Torino 1952 (p. 85 e tav. 275); Firenze 1967 (n. e fig. 1183); Treviso 1967 (n. 115, fig. 114); Roma 1972 (p. 306); Pietrasanta 1981 (p. 151); Milano 1985 (n. e fig. 46); Milano 1986 (n. e fig. 10); Londra 1989 (n. e fig. 111); Matera 1989 (n. e fig. 43); Milano 1989 (n. 17); Parigi-Londra-Firenze 1991 (n. e fig. 31, pp. 110-111); Bolzano 1994 (pp. 66-67); Venezia 1995 (n. e fig. 104, p. 252); Parigi 1997 (n. VI e 37, p. 532); Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 21 aprile - 30 giugno 2002 Stato di conservazione. Supporto: 50% (segmentazioni conseguenti all’uso per fusione; fessurazioni soprattutto sulla base, dovute a distribuzione non uniforme del peso in fase di trasporto; tassellature di fissaggio alla base; integrazioni e restauri con gessi di diversa pasta, soprattutto alla base; danni da urto e da frizione minori, soprattutto alla base) Stato di conservazione. Superficie: 85% (depositi; differenze cromatiche dovute alle diverse paste di gesso) Arturo Martini termina il gesso "Tobiolo" - capolavoro della sua fase matura - verso la fine del 1933, mentre il bronzo, da collocare nella piscina del parco di Villa Ottolenghi Wedekind ad Acqui Terme, viene fuso all'inizio del 1934. Sul piano formale, come racconta nei "Colloqui sulla scultura" (1944-1945), l'artista si ispira alla Fontana di Bartolomeo Ammannati in piazza della Signoria a Firenze, avendo però come modello - se ne ha conferma nella corrispondenza con i committenti - una piccola scultura, raffigurante un pescatore che stringe tra le mani un pesce: di Herta Ottolenghi-Wedekind, essa stessa artista. Tant'è che Martini fu inizialmente soltanto incaricato di portare in dimensione naturale il bozzetto, Arturo Ottolenghi intendeva collocare al centro della piscina la scultura della moglie. Ma Martini prese una propria via, di innovazione anche rispetto alle proprie esperienze precedenti e che gli valse per la prima volta l'apprezzamento unanime della critica, fino alla consacrazione alla Mostra d'Arte Italiana a Parigi: il "Corriere della Sera" riprodusse la scultura in prima pagina, il 17 maggio 1935, con le autorità italiane e francesi in ammirazione. Il soggetto è preso dalla Bibbia, in particolare dal capitolo VI del Libro di Tobia, dove si racconta come Tobia ha trovato in un pesce il medicamento per la cecità del padre Tobi: «Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì e s'avviò con loro. Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand'ecco un grosso pesce balzò dall'acqua e tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare. Ma l'angelo gli disse: «Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire». Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva. Gli disse allora l'angelo: «Aprilo e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte e getta via invece gli intestini. Il fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti». Il ragazzo squartò il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il fegato; arrostì una porzione del pesce e la mangiò; l'altra parte la mise in serbo dopo averla salata. Poi tutti e due insieme ripresero il viaggio, finché non furono vicini alla Media. Allora il ragazzo rivolse all'angelo questa domanda: «Azaria, fratello, che rimedio può esserci nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?». Gli rispose: «Quanto al cuore e al fegato, ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo e cesserà in essa ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna. Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di uno affetto da albugine; si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono». Il tema della scultura riposa dunque nella ricerca, nel coraggio, nella scoperta e nello stupore, in stretto rapporto con la poetica del Realismo magico, che lo scultore abbraccia alla ricerca di una forma pura, distanziandosi dalle movenze arcaiche a lungo sperimentate e qui riecheggiate soltanto nello sguardo 'etrusco' di Tobia/Tobiolo. La scultura è imponente, Martini decide di sottolinearne la forza, con un modellato leggermente più grande del reale, in linea con la visione distanziata in ambiente aperto. A seguito del successo prima alla galleria Milano, aperta a Milano nel 1928 dal critico d’arte ed editore Enrico Somarè, e poi alla Biennale di Venezia, nel 1934, l'opera fu ceduta sia nella versione in gesso sia in quella in bronzo agli Ottolenghi. Il gesso fu più tardi riscattato da Martini che lo ha conservato nella Casa Museo di Vado Ligure. Dove è stato acquistato da Veneto Banca direttamente dagli eredi Martini, nel 2002, quale «gesso originale del "Tobiolo"», con il diritto "a trarne una copia in bronzo", che fu collocata nel parco del centro direzionale dell'Istituto di Credito a Montebelluna. Frattanto il bronzo originale di Villa Ottolenghi Wedekind è stato sostituito da una copia. I bronzi sono oggi, dunque, tre, di cui due autorizzati (quello originario Ottolenghi e quello di Veneto Banca), ed uno non autorizzato (quello ora a Villa Ottolenghi Wedekind). La condizione del gesso mostra i segni dell'impiego per la produzione in bronzo, in particolare le linee di arginatura dei pezzi di stampo. La struttura in gesso ha una armatura in ferro interna. L'opera è stata oggetto di un accurato restauro nel 2007 da parte di Nuova Alleanza. L'opera si presenta ancorata, con viti passanti la base, ad un piano di liste di legno, a loro volta fissate ad una struttura di metallo. Il peso della struttura in metallo rende necessaria la massima attenzione negli spostamenti poiché se essa si flette si aprono alcune leggere fessurazioni già esistenti nel gesso. La terza immagine del corredo fotografico mostra il basamento in legno e metallo. Nelle altre immagini il basamento è stato eliminato fotograficamente al solo fine di focalizzare l'attenzione sulla scultura. La scultura è stata fotografata con luci di diverso colore per consentire il più attento apprezzamento della superficie e dei volumi.

    Bonino
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - DEPOSIZIONE
    Feb. 25, 2025

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - DEPOSIZIONE

    Est: €4,000 - €6,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). DEPOSIZIONE. signature and date The work is accompanied by a photocopy of Claudia Gian Ferrari's authentication, where it is dated around 1947 and is cited in Claudia Gian Ferrari's valuation report dated 20 May 2004, reported in verbatim sworn ale on 21 May 2004 Directory number 3530 drawn up by the Notary Paola Casali. PROVENANCE Severi Collection, Modena Ritratto srl (Severi heirs), Bologna Private collection, Carpi (purchased directly from the Severi heirs). BIBLIOGRAPHY P. G. Castagnoli, Umberto Severi Foundation, Contemporary Sculpture, Modena 1993, vol. II, p. 43, in which the work is dated 1944-1945. 18,50 x 23 x 4,50 cm.

    Capitolium Art
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - GIUDITTA
    Feb. 25, 2025

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - GIUDITTA

    Est: €3,000 - €5,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). GIUDITTA. signature The work is cited in Claudia Gian Ferrari's valuation report of the Severi collection dated 20 May 2004 where it is dated around 1927, reported in verbatim sworn ale on 21 May 2004 Directory number 3530 drawn up by the Notary Paola Casali. PROVENANCE Severi Collection, Modena Ritratto srl (Severi heirs), Bologna Private collection, Carpi (purchased directly from the Severi heirs). BIBLIOGRAPHY Severi Foundation, contemporary sculpture, Panini 1992 p. 36. 26 x 30 x 26 cm. 1927.

    Capitolium Art
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - DEPOSIZIONE
    Dec. 19, 2024

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - DEPOSIZIONE

    Est: €7,000 - €10,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). DEPOSIZIONE. signature and date The work is accompanied by a photocopy of Claudia Gian Ferrari's authentication, where it is dated around 1947 and is cited in Claudia Gian Ferrari's valuation report dated 20 May 2004, reported in verbatim sworn ale on 21 May 2004 Directory number 3530 drawn up by the Notary Paola Casali. PROVENANCE Severi Collection, Modena Ritratto srl (Severi heirs), Bologna Private collection, Carpi (purchased directly from the Severi heirs). BIBLIOGRAPHY P. G. Castagnoli, Umberto Severi Foundation, Contemporary Sculpture, Modena 1993, vol. II, p. 43, in which the work is dated 1944-1945. 18,50 x 23 x 4,50 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano San Giorgio and the dragon
    Dec. 18, 2024

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano San Giorgio and the dragon

    Est: €8,000 - €12,000

    San Giorgio and the dragon La modellazione di questo gruppo scultoreo di dimensioni medio-piccole, va ascritta al periodo della metà degli anni trenta quando Martini era impegnato nella lavorazione di opere monumentali@@@ il riferimento d’obbligo è infatti al gigantesco gruppo intitolato Anno XIV-Il Leone di Giuda pubblicato per la prima volta nel mese di febbraio in “Emporium” del febbraio 1936 nella recensione alla Triennale di Milano, dove fu esposto, firmata da Roberto Papini (gruppo di cui rimane il bronzo dell’Ercole conservato al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Gamba a Chantillon). Il confronto da istituire mette in evidenza che l’invenzione iconografica della lotta tra Ercole e il Leone di Giuda fu preceduta dall’ideazione di San Giorgio e il Drago@@@ in questa compare per la prima volta l’idea di contrapporre la figura stante che trafigge il drago, evolutasi in un secondo momento con l’imporsi dell’eroe che squarcia manualmente il petto del leone, figura che ricorre identica nelle due diverse utilizzazioni dove il drago e il leone poggiano stabilmente sulle cosce rendendo possibile l’inclinazione in avanti dell’eroe in atto di abbattere l’animale. Essendo improponibile pensare che dopo la conclusione del monumento Martini sia tornato in altre sculture con lo stesso impianto, si ritiene che San Giorgio e il drago qui preso inconsiderazione preceda il grande gruppo Anno XIV e sia quindi da datare al 1935 circa. Del resto, com’è noto, lo scultore aveva già trattato il tema di “San Giorgio e il drago” in precedenza: nel 1926-27 Trilogia dei Re – La leggenda di San Giorgio (Catalogo ragionato, Vicenza 1998, n. 183 p. 126)@@@ nel 1932 circa in Drago (San Giorgio e il Drago)@@@ in quest’ultimo caso l’esito fu la terracotta refrattaria ad esemplare unico (Catalogo ragionato, Vicenza 1998 n. 360 p. 242). Il bronzo qui in esame è per ora l’unico esemplare noto, passato, dopo il 1998, per la disponibilità di Claudia Gian Ferrari che lo ha ceduto a un collezionista privato, rimasto ignoto alla schedatura dei due cataloghi generali (Perocco 1966 e Vianello, Stringa, Gian Ferrari 1998)@@@ il gesso che ha fatto da modello per la fusione è disperso. (dal testo di archiviazione di Nico Stringa) Largh. 23,5 - Prof. 35 - Alt. 48 cm scultura in bronzo L'opera sarà inserita nella nuova edizione del Catalogo delle Sculture di Arturo Martini, in corso di preparazione a cura di Nico Stringa Collezione privata, Roma Mediterraneo. Mitologie della figura nell’arte italiana fra le due guerre, a cura di Sergio Troisi, Convento del Carmine, Marsala, 2008, n. e tav. 21 p. [69] e p. 159 Mediterraneo. Mitologie della figura nell’arte italiana fra le due guerre, a cura di Sergio Troisi, Convento del Carmine, Marsala, 13 luglio - 5 ottobre 2008 La modellazione di questo gruppo scultoreo di dimensioni medio-piccole, va ascritta al periodo della metà degli anni trenta quando Martini era impegnato nella lavorazione di opere monumentali@@@ il riferimento d’obbligo è infatti al gigantesco gruppo intitolato Anno XIV-Il Leone di Giuda pubblicato per la prima volta nel mese di febbraio in “Emporium” del febbraio 1936 nella recensione alla Triennale di Milano, dove fu esposto, firmata da Roberto Papini (gruppo di cui rimane il bronzo dell’Ercole conservato al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Gamba a Chantillon). Il confronto da istituire mette in evidenza che l’invenzione iconografica della lotta tra Ercole e il Leone di Giuda fu preceduta dall’ideazione di San Giorgio e il Drago@@@ in questa compare per la prima volta l’idea di contrapporre la figura stante che trafigge il drago, evolutasi in un secondo momento con l’imporsi dell’eroe che squarcia manualmente il petto del leone, figura che ricorre identica nelle due diverse utilizzazioni dove il drago e il leone poggiano stabilmente sulle cosce rendendo possibile l’inclinazione in avanti dell’eroe in atto di abbattere l’animale. Essendo improponibile pensare che dopo la conclusione del monumento Martini sia tornato in altre sculture con lo stesso impianto, si ritiene che San Giorgio e il drago qui preso inconsiderazione preceda il grande gruppo Anno XIV e sia quindi da datare al 1935 circa. Del resto, com’è noto, lo scultore aveva già trattato il tema di “San Giorgio e il drago” in precedenza: nel 1926-27 Trilogia dei Re – La leggenda di San Giorgio (Catalogo ragionato, Vicenza 1998, n. 183 p. 126)@@@ nel 1932 circa in Drago (San Giorgio e il Drago)@@@ in quest’ultimo caso l’esito fu la terracotta refrattaria ad esemplare unico (Catalogo ragionato, Vicenza 1998 n. 360 p. 242). Il bronzo qui in esame è per ora l’unico esemplare noto, passato, dopo il 1998, per la disponibilità di Claudia Gian Ferrari che lo ha ceduto a un collezionista privato, rimasto ignoto alla schedatura dei due cataloghi generali (Perocco 1966 e Vianello, Stringa, Gian Ferrari 1998)@@@ il gesso che ha fatto da modello per la fusione è disperso. (dal testo di archiviazione di Nico Stringa)

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4
    Dec. 16, 2024

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4

    Est: €6,000 - €8,000

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 43x17x17 firma e titolo Fusione postuma dalla terracotta da stampo realizzata da Martini nel 1932 Provenienza Galleria Gian Ferrari, Milano Collezione privata Bibliografia di riferimento G. Vianello, C. Gian Ferrari e N. Stringa, Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture, Vicenza 1998, p. 223, n. 330 (esemplare in terracotta) Esposizioni di riferimento Arturo Martini, Ex Tempio di Santa Caterina, Treviso, 10 settembre - 12 novembre 1967, ivi ripr. n. 56

    Itineris
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - DONNA AL VENTO, 1943-1944
    Nov. 28, 2024

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - DONNA AL VENTO, 1943-1944

    Est: €2,000 - €3,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). DONNA AL VENTO, 1943-1944. signature PROVENANCE Finarte auction house, Milan Private collection, Padua BIBLIOGRAPHY G.Vianello, N. Stringa, C.Gian Ferrari, Arturo Martini Catalog raisonné of sculptures, Neri Pozza Editore, Vicenza 1998, p.370 tab. 558. G. Perocco, Arturo Martini. Catalog of sculptures and ceramics, n.497 p.73 Nico Stringa, Arturo Martini, works from the Forties, Milan 1989 p.73, n.19. 12 x 32 x 8 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini 1889-1947 Bagnanti Litoceramica Piccinelli, Mozzate (Como) 1947s
    Nov. 19, 2024

    Arturo Martini 1889-1947 Bagnanti Litoceramica Piccinelli, Mozzate (Como) 1947s

    Est: €500 - €600

    Sculptural group in lithoceramic on wooden base. Brass tag.

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini 1889-1947 Pietà Litoceramica Piccinelli, Mozzate (Como) 1947s
    Nov. 19, 2024

    Arturo Martini 1889-1947 Pietà Litoceramica Piccinelli, Mozzate (Como) 1947s

    Est: €500 - €600

    Sculptural group in lithoceramic on wooden base.

    Cambi Casa d'Aste
  • ARTURO MARTINI ORPHEUS STANDING
    Nov. 14, 2024

    ARTURO MARTINI ORPHEUS STANDING

    Est: €3,500 - €4,000

    G. Vianello, N. Stringa, C. Gianferrari "Arturo Martini catalogue raisonné of sculptures" ed. Neri Pozza page 389 table 589

    Fidesarte Italia SRL
  • ARTURO MARTINI 1' STUDY FOR THE "TITO LIVIO" OF PADUA
    Nov. 14, 2024

    ARTURO MARTINI 1' STUDY FOR THE "TITO LIVIO" OF PADUA

    Est: €4,000 - €5,000

    signature and title at the bottom

    Fidesarte Italia SRL
  • Arturo Martini (1889 - 1947) LE SIRENE, 1944-1945
    Jul. 18, 2024

    Arturo Martini (1889 - 1947) LE SIRENE, 1944-1945

    Est: €3,000 - €4,000

    Arturo Martini (1889 - 1947) LE SIRENE, 1944-1945 china su carta, cm 50,2x35 sul retro: firma, timbro Galleria del Milione, Milano, etichetta e timbri Galleria Cadario, Milano (in cui l'opera e' datata 1946) Bibliografia M. Servadei Morgagni, Arturo Martini: Il disegno, Treviso 2013, p. 184, n. 197 (in cui l'opera e' datata 1944-1945)

    Itineris
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - PESCI, 1928
    Jul. 11, 2024

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - PESCI, 1928

    Est: €2,000 - €3,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). PESCI, 1928. signature PROVENANCE Eredi Martini Collection, Vado Ligure private collection, Brescia. BIBLIOGRAPHY G. Vianello, Martini, Busto Arsizio 1979, p. 55; G. Perocco, Arturo Martini. Catalog of sculptures and ceramics, Treviso 1966, p. 49, fig. 593.. 44,00 x 32,00 cm.

    Capitolium Art
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - NATURA MORTA, 1927
    Jul. 11, 2024

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - NATURA MORTA, 1927

    Est: €2,000 - €3,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). NATURA MORTA, 1927. signature the work is accompanied by a certificate of authenticity by Lia De Pra Cavalleri, artistic consultant of the court PROVENANCE Eredi Martini Collection, Vado Ligure private collection, Brescia. BIBLIOGRAPHY G. Vianello, Martini, Busto Arsizio 1979, pp. 61, 63 G. Vianello, Arturo Martini between graphics, cinema and painting, in Linea Grafica n.2, March-April 1979. 33,00 x 42,00 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Il Duca d’Aosta a cavallo
    Jul. 03, 2024

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Il Duca d’Aosta a cavallo

    Est: €8,000 - €12,000

    .

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Centometrista
    Jul. 03, 2024

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Centometrista

    Est: €4,000 - €6,000

    es. 2/6 firmato e numerato sulla base

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Susanna
    Jul. 03, 2024

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Susanna

    Est: €5,000 - €7,000

    es. 0/6 su una tiratura postuma di 6 esemplari più 3 prove firmato e numerato sulla base

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Triologia dei Re: La principessa - Sposalizio dei principi - La leggenda di San Giorgio Triology of Kings: The Princess - Marriage of the Prince - The Legend of St. George
    Jul. 03, 2024

    Arturo Martini 1889 Treviso-1947 Milano Triologia dei Re: La principessa - Sposalizio dei principi - La leggenda di San Giorgio Triology of Kings: The Princess - Marriage of the Prince - The Legend of St. George

    Est: €80,000 - €120,000

    Dimensions of each sculpture: 102,5 x 49 x 27,5 cm 102 x 48,5 x 28 cm 102 x 43 x 25,5

    Cambi Casa d'Aste
  • Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4
    Jun. 27, 2024

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 4

    Est: €5,000 - €6,000

    Arturo Martini (1889 - 1947) GIUDITTA bronzo, cm 43x17x17 firma e titolo Fusione postuma dalla terracotta da stampo realizzata da Martini nel 1932 Provenienza Galleria Gian Ferrari, Milano Collezione privata Bibliografia di riferimento G. Vianello, C. Gian Ferrari e N. Stringa, Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture, Vicenza 1998, p. 223, n. 330 (esemplare in terracotta) Esposizioni di riferimento Arturo Martini, Ex Tempio di Santa Caterina, Treviso, 10 settembre - 12 novembre 1967, ivi ripr. n. 56

    Itineris
  • MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - SPAVENTAPASSERI INNAMORATO, 1928
    Jun. 25, 2024

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947) - SPAVENTAPASSERI INNAMORATO, 1928

    Est: €30,000 - €40,000

    MARTINI ARTURO (1885 - 1947). SPAVENTAPASSERI INNAMORATO, 1928. signature at the base base size : 23x 28 x 4 cm the work is accompanied by a certificate from the Gian Ferrari Gallery, Milan; certificate of origin ED Gallery, Piacenza PROVENANCE Gian Ferrari Gallery Collection, Milan Private collection, Piacenza ED Gallery, Piacenza EXHIBITIONS IV International Decorative Arts Exhibition, Monza, 1930 Arturo Martini, Milan Gallery, 1933 I Posthumous exhibition of Arturo Martini Treviso Artistic Family, 1947 Arturo Martini: true and false comparison, Galleria Gian Ferrari, Milan, 1979 Arturo Martini Contemporary Sculpture Center, Tokyo, 1980 Arturo Martini, Galleria Niccoli, Parma, 1980 Sironi and Martini: The Poetics, Gian Ferrari Sima Gallery Palazzo Grassi, Venice 1984 Arturo Martini - The gesture and the soul, Centro Saint Bénin, Aosta, 1989 Arturo Martini - the years of Anticoli, Civic Museum, 1991 Arturo Martini, Galleria Gian Ferrari, Milan, 1993 BIBLIOGRAPHY Arturo Martini. Catalog raisonné of the sculptures, Vianello G./ Stringa N./ Gian Ferrari C., 1998, p.157. 28,00 x 38,00 x 20,00 cm.

    Capitolium Art
  • Arturo Martini "Storia d'amore a Nippo" 1917 seven linocuts cm 50x35 each Signed and numbered below Provenance Galleria Gian Ferrari, Milan Private collection, Milan Exhibition Treviso, 1947, n. 155 Treviso, 1967, n. 270 Gradisca di Ison...
    May. 29, 2024

    Arturo Martini "Storia d'amore a Nippo" 1917 seven linocuts cm 50x35 each Signed and numbered below Provenance Galleria Gian Ferrari, Milan Private collection, Milan Exhibition Treviso, 1947, n. 155 Treviso, 1967, n. 270 Gradisca di Ison...

    Est: €1,000 - €1,500

    (Treviso 1889 - Milano 1947) "Storia d'amore a Nippo" 1917 seven linocuts cm 50x35 each Signed below Provenance Galleria Gian Ferrari, Milan Private collection, Milan Exhibition Treviso, 1947, n. 155 Treviso, 1967, n. 270 Gradisca di Isonzo e Verona, 1983, nn. e figg. 86-92 Roma, 1986, nn. 1-7 Treviso, 1989 "Arturo Martini. Opere nel Museo di Treviso" Museo di Treviso, Treviso, 22 May - 31 October 1993, pp. 145-147 ill. (other exemplars) Literature Perrocco, 1983, pp.65-73 Benzi, 1986, n. 1, p. 17 Stringa, 1989, n. 114, p. 161 IT "Storia d'amore a Nippo" 1917 sette linoleumgrafie cm 50x35 cad. Firmate e numerate in basso Provenienza Galleria Gian Ferrari, Milano Collezione privata, Milano Esposizioni Treviso, 1947, n. 155 in catalogo Treviso, 1967, n. 270 in catalogo Gradisca di Isonzo e Verona, 1983, nn. e figg. 86-92 (es. dorato) Roma, 1986, nn. 1-7 in catalogo Treviso, 1989 "Arturo Martini. Opere nel Museo di Treviso" Museo di Treviso, Treviso, 22 maggio - 31 ottobre 1993, pp. 145-147 ill. in catalogo (altri esemplari) Bibliografia Perrocco, 1983, pp.65-73 Benzi, 1986, scheda n. 1, p. 17 Stringa, 1989, scheda n. 114, p. 161

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