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Giovan Francesco Penni Sold at Auction Prices

Painter, b. 1488 - d. 1528

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    • GIOVANNI FRANCESCO PENNI (FLORENCE C.1496-C.1528 NAPLES) Saint John the Bap
      Jan. 31, 2024

      GIOVANNI FRANCESCO PENNI (FLORENCE C.1496-C.1528 NAPLES) Saint John the Bap

      Est: $150,000 - $250,000

      GIOVANNI FRANCESCO PENNI (FLORENCE C.1496-C.1528 NAPLES) Saint John the Baptist filling his bowl in the wilderness oil on panel 25 3⁄8 x 19 in. (64.5 x 48.3 cm.)

      Christie's
    • Attribué à Gianfrancesco PENNI Florence, vers 1490 - Naples, 1528 Etude de putto Plume et encre brune, rehauts de blanc sur papier b...
      Mar. 22, 2023

      Attribué à Gianfrancesco PENNI Florence, vers 1490 - Naples, 1528 Etude de putto Plume et encre brune, rehauts de blanc sur papier b...

      Est: €3,000 - €4,000

      Attribué à Gianfrancesco PENNI Florence, vers 1490 - Naples, 1528 Etude de putto Plume et encre brune, rehauts de blanc sur papier bleu Study of a putto, pen and brown ink, white highlights, attr. to G. Penni h: 25,80 w: 12,50 cm Provenance : Collection Wolfhart Bürgi, son cachet (L.3400) en bas à droite ; Vente anonyme ; Londres, Christie's, 1983, selon les anciens propriétaires ; Collection particulière, Paris ; Vente anonyme ; Paris, Artcurial, 27 mars 2015, n° 59 ; Acquis lors de cette vente par l'actuel propriétaire Estimation 3 000 - 4 000 €

      Artcurial
    • Penni, Giovanni Francesco
      Sep. 21, 2021

      Penni, Giovanni Francesco

      Est: €300 - €400

      Penni, Giovanni Francesco (1490-1528), nach. Drei Engel erscheinen Abraham. Radierung von Giovanni Lafraco (?), in der Platte signiert, Rändchen erhalten. 12,8:18 cm.

      Schneider-Henn
    • GIOVANNI FRANCESCO PENNI (1488-1528), attribué La Sainte Famille, d'après Raphaël
      Jul. 16, 2019

      GIOVANNI FRANCESCO PENNI (1488-1528), attribué La Sainte Famille, d'après Raphaël

      Est: €10,000 - €15,000

      GIOVANNI FRANCESCO PENNI (1488-1528), attribué La Sainte Famille, d'après Raphaël Huile sur toile Déchirures, usures et restaurations Collection privée Peintre italien de la Haute-Renaissance né à Florence et décédé à Naples, issu d'une célèbre famille d'artistes, il est l'élève et le collaborateur de Raphaël qui l'influence fortement. Ils réalisent ensemble plusieurs décorations au Vatican ainsi que les fresques de la Villa Farnèse à Rome. A la mort de son maitre, Penni hérite de l'atelier avec Giulio Romani avec qui il collabore également. On lui connait en outre des cartons de tapisserie figurant la Vie du Christ, œuvres commandées par le Pape Clément VII pour la Salle du Consistoire également au Vatican. Principaux musées : Le Louvre Paris, Metropolitan New-York, Musée des Beaux-Arts San Francisco, National Gallery Londres, Le Prado Madrid, Albertina Vienne, Fondation Querini Stampalia Venise, etc.

      Accademia Fine Art
    • Gian Francesco Penni (Firenze 1488 - Napoli 1528), Madonna con Bambino
      Jun. 12, 2019

      Gian Francesco Penni (Firenze 1488 - Napoli 1528), Madonna con Bambino

      Est: €10,000 - €15,000

      olio su tela, cm 73x52, Expertise di Andrea Emiliani del 2002 "Dopo la morte prematura di Raffaello, Giovan Francesco Penni collaborò con il maggiore dei allievi del maestro, Giulio Pippi detto Romano, per il completamento delle opere del Maestro, come la Sala di Costantino, la Trasfigurazione e l'Assunzione con l' Incoronazione della Vergine (1525) a Monteluce (Perugia). Penni ha anche fornito i disegni per gli arazzi della Vita di Cristo per il Pontefice fiorentino Clemente VII Medici, eseguiti per la decorazione della Sala del Concistoro nei Palazzi Vaticani. Nacque a Firenze da una famiglia di tessitori, entrò assai presto nel laboratorio di Raffaello Urbinas, dove iniziò assieme al grande maestro una proficua collaborazione in alcune opere, tra cui la Stanza dell'Incendio di Borgo nel Palazzo del Vaticano, nonché gli affreschi della Villa Farnesina, sempre a Roma in Lungotevere, per il banchiere senese Agostino Peruzzi. In questo clima non mancarono mai imprese e opere di intensa seduzione e di grande ispirazione. Ciò è visibile soprattutto nei disegni e nei numerosi codici, collegati ad affreschi raffaelleschi, che ormai si ritiene spettino a Giovanni Francesco e che sembrano indicarlo come lo specialista della bottega dell' Urbinate in questo campo. Penni, vivendo con Raffaello e assorbendo la sua ricerca verso l'obiettività visiva e l' Antico, tuttavia, offre allo sguardo un carattere lievemente "minore" (nel senso del patetico) di fronte alla serena maestà nell'ultima attività sovrana del grande artista che fu Raffaello. Molte opere del quale gli furono sovente attribuite, talora con fortuna, in un dibattito che si rinnova nell'ambito della critica più accorta. In realtà, al di là del formalismo che investe troppo spesso l'opera di Giovan Francesco Penni, questa sua dimensione affettiva che soprattutto risente del cosmopolitismo vigente nella bottega romana del grande Raffaello, dose dominano la forma dell' Antico Lume in Hemskerch, ma si equilibrano quella di Luca di Leida. Più accostabile all' antichità e a Raffaello, è quel Baldassarre Peruzzi, che a Roma possedeva la bottega fiorente e raccoglieva senza sosta incarichi del suo concittadino senese Agostino Chigi. Ogni cosa sembra legata la funzione ornamentale , che vale anche per le architetture anticheggianti sullo sfondo, che Peruzzi - come già Raffaello nei cartoni per gli arazzi, inserisce con la più grande coscienza e con rigore. Qui le forme davvero si impostano ed agiscono sovrane, come nell'Antico. La qualità e la bellezza integra dell'opera non grande ma sensibile come un atto naturale — come il sorriso mesto che domina i volti della Vergine e del Bambino — è un contrassegno che si esprime costante nelle stigmate infantili del Salvatore e della Madre. Il classicismo di Raffaello influenza anche le sue Vergini esibendo la massima, elementare semplicità. La misura di questa altissima coscienza , che si esprime in una eccezionale 'forma' stilistica, e in un'incomparabile 'sentimento' dei contenuti più alti ed elevati, non manca di esprimersi anche allegoricamente. Infatti, non si può mancare di notare la bellezza intima oltre che naturalistica della melagrana sovrastata dalla farfalla: che, secondo la tradizione degli studi sull'Antico appare - come in un dipinto dell'umanesimo quattrocentesco - a significare la vocazione del piccolo Bambino alla morte terrena. E da ricordare la sua attività estrema quando nel 1526 lasciò Roma per seguire Giulio Romano, il quale si era trasferito a Mantova nel 1524 alla corte dei Gonzaga ; ma la permanenza fu breve e già nel 1528, anno della sua morte, si spostava a Napoli. L'attività molteplice di Luca Penni, allievo del fratello, a lungo lo trascinò con molti impegni e probabili soluzioni, giunte ad un buon successo nell'ambito del milieu internazionale che ebbe numerose e grandi fortune tra i collaboratori italo-francesi e fiamminghi che facevano parte dell'équipe del pittore urbinate, Raffaello Sanzio . Nel 1530 circa, forse su invito di Rosso Fiorentino, Luca Penni si recò in Francia. Tra il 1537 e il 1547 lavorò a Fontainebleau, prendendo parte alla decorazione della ,Balle Haute du Pavillon des Poètes de la Galerie de Francois l°. La cerchia che collaborava - con grande libertà di iniziativa e di impresa - era gradualmente estesa in ordine ai lavori organizzati e progettati dal maestro urbinate. Da Marco Dente ad Agostino Veneziano, e infine a Giovan Francesco Penni, e ad Ugo da Carpi. E anche nelle imprese Raffaello tardo è sovrano , incredibilmente attivo d impegnato giorni e giorni sui ponteggi, come nelle Logge Vaticane. Fu appunto in queste occasioni che nacque la voce non improbabile che , per mancanza di forze, la morte lo cogliesse accanto alla bellissima Fornarina. Aveva ormai dimenticato del tutto la nipote del Cardinal Bibiena, promessa in sposa, come dice la lapide presso la sua Tomba nel Pantheon. La sua conservazione è esemplare dopo l'ultimo restauro."

      Cambi Casa d'Aste
    • Gian Francesco Penni detto il Fattore (Firenze 1488 - Napoli 1528), Madonna con il Bambino
      Oct. 25, 2017

      Gian Francesco Penni detto il Fattore (Firenze 1488 - Napoli 1528), Madonna con il Bambino

      Est: €15,000 - €20,000

      olio su tela, cm 73x52 , Expertise di Andrea Emiliani del 2002

      Cambi Casa d'Aste
    • Gian Francesco Penni detto il Fattore (Firenze 1488 - Napoli 1528), Madonna con il Bambino
      Nov. 15, 2016

      Gian Francesco Penni detto il Fattore (Firenze 1488 - Napoli 1528), Madonna con il Bambino

      Est: €20,000 - €25,000

      olio su tela, cm 73x52 , Expertise di Andrea Emiliani. "Dopo la morte prematura di Raffaello, Giovan Francesco Penni collaborò con il maggiore dei allievi del maestro, Giulio Pippi detto Romano, per il completamento delle opere del Maestro, come la Sala di Costantino, la Trasfigurazione e l'Assunzione con l' Incoronazione della Vergine (1525) a Monteluce (Perugia). Penni ha anche fornito i disegni per gli arazzi della Vita di Cristo per il Pontefice fiorentino Clemente VII Medici, eseguiti per la decorazione della Sala del Concistoro nei Palazzi Vaticani. Nacque a Firenze da una famiglia di tessitori, entrò assai presto nel laboratorio di Raffaello Urbinas, dove iniziò assieme al grande maestro una proficua collaborazione in alcune opere, tra cui la Stanza dell'Incendio di Borgo nel Palazzo del Vaticano, nonché gli affreschi della Villa Farnesina, sempre a Roma in Lungotevere, per il banchiere senese Agostino Peruzzi. In questo clima non mancarono mai imprese e opere di intensa seduzione e di grande ispirazione. Ciò è visibile soprattutto nei disegni e nei numerosi codici, collegati ad affreschi raffaelleschi, che ormai si ritiene spettino a Giovanni Francesco e che sembrano indicarlo come lo specialista della bottega dell' Urbinate in questo campo. Penni, vivendo con Raffaello e assorbendo la sua ricerca verso l'obiettività visiva e l' Antico, tuttavia, offre allo sguardo un carattere lievemente "minore" (nel senso del patetico) di fronte alla serena maestà nell'ultima attività sovrana del grande artista che fu Raffaello. Molte opere del quale gli furono sovente attribuite, talora con fortuna, in un dibattito che si rinnova nell'ambito della critica più accorta. In realtà, al di là del formalismo che investe troppo spesso l'opera di Giovan Francesco Penni, questa sua dimensione affettiva che soprattutto risente del cosmopolitismo vigente nella bottega romana del grande Raffaello, dose dominano la forma dell' Antico Lume in Hemskerch, ma si equilibrano quella di Luca di Leida. Più accostabile all' antichità e a Raffaello, è quel Baldassarre Peruzzi, che a Roma possedeva la bottega fiorente e raccoglieva senza sosta incarichi del suo concittadino senese Agostino Chigi. Ogni cosa sembra legata la funzione ornamentale , che vale anche per le architetture anticheggianti sullo sfondo, che Peruzzi - come già Raffaello nei cartoni per gli arazzi, inserisce con la più grande coscienza e con rigore. Qui le forme davvero si impostano ed agiscono sovrane, come nell'Antico. La qualità e la bellezza integra dell'opera non grande ma sensibile come un atto naturale — come il sorriso mesto che domina i volti della Vergine e del Bambino — è un contrassegno che si esprime costante nelle stigmate infantili del Salvatore e della Madre. Il classicismo di Raffaello influenza anche le sue Vergini esibendo la massima, elementare semplicità. La misura di questa altissima coscienza , che si esprime in una eccezionale 'forma' stilistica, e in un'incomparabile 'sentimento' dei contenuti più alti ed elevati, non manca di esprimersi anche allegoricamente. Infatti, non si può mancare di notare la bellezza intima oltre che naturalistica della melagrana sovrastata dalla farfalla: che, secondo la tradizione degli studi sull'Antico appare - come in un dipinto dell'umanesimo quattrocentesco - a significare la vocazione del piccolo Bambino alla morte terrena. E da ricordare la sua attività estrema quando nel 1526 lasciò Roma per seguire Giulio Romano, il quale si era trasferito a Mantova nel 1524 alla corte dei Gonzaga ; ma la permanenza fu breve e già nel 1528, anno della sua morte, si spostava a Napoli. L'attività molteplice di Luca Penni, allievo del fratello, a lungo lo trascinò con molti impegni e probabili soluzioni, giunte ad un buon successo nell'ambito del milieu internazionale che ebbe numerose e grandi fortune tra i collaboratori italo-francesi e fiamminghi che facevano parte dell'équipe del pittore urbinate, Raffaello Sanzio . Nel 1530 circa, forse su invito di Rosso Fiorentino, Luca Penni si recò in Francia. Tra il 1537 e il 1547 lavorò a Fontainebleau, prendendo parte alla decorazione della ,Balle Haute du Pavillon des Poètes de la Galerie de Francois l°. La cerchia che collaborava - con grande libertà di iniziativa e di impresa - era gradualmente estesa in ordine ai lavori organizzati e progettati dal maestro urbinate. Da Marco Dente ad Agostino Veneziano, e infine a Giovan Francesco Penni, e ad Ugo da Carpi. E anche nelle imprese Raffaello tardo è sovrano , incredibilmente attivo d impegnato giorni e giorni sui ponteggi, come nelle Logge Vaticane. Fu appunto in queste occasioni che nacque la voce non improbabile che , per mancanza di forze, la morte lo cogliesse accanto alla bellissima Fornarina. Aveva ormai dimenticato del tutto la nipote del Cardinal Bibiena, promessa in sposa, come dice la lapide presso la sua Tomba nel Pantheon. La sua conservazione è esemplare dopo l'ultimo restauro."

      Cambi Casa d'Aste
    • GIOVAN FRANCESCO PENNI (ATTR.) Ca. 1488 Florenz - ca. 1528 Neapel Herkules
      Mar. 19, 2016

      GIOVAN FRANCESCO PENNI (ATTR.) Ca. 1488 Florenz - ca. 1528 Neapel Herkules

      Est: -

      GIOVAN FRANCESCO PENNI (ATTR.) Ca. 1488 Florenz - ca. 1528 Neapel Herkules und Dejanira Tusche, laviert auf Papier. 16 x 14,2 cm. Eine alte Bezeichnung unten mittig. Provenienz: Privatsammlung Cuxhaven.

      Hargesheimer Kunstauktionen Düsseldorf
    • Penni, Giovanni Francesco - Umkreis: Die Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner
      Nov. 27, 2015

      Penni, Giovanni Francesco - Umkreis: Die Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner

      Est: €1,200 - €1,800

      Umkreis. Die Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner vor der Fassade des Palazzo Vecchio. Feder in Braun, graubraun laviert, weiß gehöht. 18,1 x 40,7 cm. Um 1520. Die Komposition mit der Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner geht auf eine Invention Raffaels zurück, die in der unteren Bordüre eines in den Vatikanischen Museen aufbewahrten Teppichs mit dem "Tod des Ananias" links erscheint. Dieser Teppich gehört zu einer Gruppe von zehn Wandteppichen, die Papst Leo X. bei Raffael als Dekoration der unteren Wände der Sixtinischen Kapelle in Auftrag gegeben hatte. Raffael lieferte daraufhin große farbige Kartons, die Szenen aus den Leben der Apostel Petrus und Paulus darstellten. Die Gobelins nach Raffaels Kartons wurden in Brüssel in der Weberei der Brüder Van Aelst gefertigt und erstmals 1519 in der Sixtinischen Kapelle aufgehängt. Nur bei großen Festlichkeiten durften die kostbaren Gobelins bewundert werden. 1527 wurden die Teppiche geraubt und gelangten erst später nach Rom zurück. Von den originalen Kartons Raffaels haben sich sieben im Victoria and Albert Museum in London erhalten, drei sind verschollen. Sämtliche Teppiche befinden sich heute im Besitz der Vatikanischen Museen. Philipp Pouncey vermutete, dass der Künstler dieser mit Verve ausgeführten Zeichnung aus dem Umkreis Giovanni Francesco Pennis stammen dürfte. Der Louvre bewahrt eine Zeichnung mit derselben Komposition, die dort als Florentiner Schule, Kopie nach Giovanni Francesco Penni geführt wird (Inv. Nr. 4012, freundlicher Hinweis von Dr. Dagmar Korbacher, Berlin). Penni trat früh als Mitarbeiter in die Werkstatt Raffaels ein und arbeitete mit ihm sowohl an den Stanzen im Vatikan als auch an den Fresken in der Farnesina. Bei der Zeichnung handelt es sich demzufolge wohl um einen frühen Riccordo von der Hand eines Künstlers aus dem direkten Umfeld Raffaels. - Alt unter ein Passepartout montiert. - Provenienz: Aus einer unbekannten Sammlung "GHS" (Lugt 4220).

      Galerie Bassenge
    • Attribué à Gianfrancesco Penni Florence, vers 1490 - Naples, 1528 Etude de putto Plume et encre brune, rehauts de blanc sur papier b...
      Mar. 27, 2015

      Attribué à Gianfrancesco Penni Florence, vers 1490 - Naples, 1528 Etude de putto Plume et encre brune, rehauts de blanc sur papier b...

      Est: €3,000 - €4,000

      Attribué à Gianfrancesco Penni Florence, vers 1490 - Naples, 1528 Etude de putto Plume et encre brune, rehauts de blanc sur papier bleu 'STUDY OF A PUTTO', PEN AND BROWN INK, WHITE HIGHLIGHTS, ATTR. TO G. PENNI h: 25,80 w: 12,50 cm Provenance : Collection Wolfhart Bürgi, son cachet (L.3400) en bas à droite ; Vente anonyme ; Londres, Christie's, 1983 ; Acquis lors de cette vente par les actuels propriétaires

      Artcurial
    • Penni, Giovanni Francesco - Umkreis: Die Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner
      Nov. 28, 2014

      Penni, Giovanni Francesco - Umkreis: Die Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner

      Est: €3,500 - €4,500

      Umkreis. Die Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner vor der Fassade des Palazzo Vecchio. Feder in Braun, graubraun laviert, weiß gehöht. 18,1 x 40,7 cm. Um 1520. Die Komposition mit der Rede des Gonfaloniere Soderini an die Florentiner geht auf eine Invention Raffaels zurück, die in der unteren Bordüre eines in den Vatikanischen Museen aufbewahrten Teppichs mit dem "Tod des Ananias" links erscheint. Dieser Teppich gehört zu einer Gruppe von zehn Wandteppichen, die Papst Leo X. bei Raffael als Dekoration der unteren Wände der Sixtinischen Kapelle in Auftrag gegeben hatte. Raffael lieferte daraufhin große farbige Kartons, die Szenen aus den Leben der Apostel Petrus und Paulus darstellten. Die Gobelins nach Raffaels Kartons wurden in Brüssel in der Weberei der Brüder van Aelst gefertigt und erstmals 1519 in der Sixtinischen Kapelle aufgehängt. Nur bei großen Festlichkeiten durften die kostbaren Gobelins bewundert werden. 1527 wurden die Teppiche geraubt und gelangten erst später nach Rom zurück. Von den originalen Kartons Raffaels haben sich sieben im Victoria and Albert Museum in London erhalten, drei sind verschollen. Sämtliche Teppiche befinden sich heute im Besitz der Vatikanischen Museen. Philipp Pouncey vermutete, dass der Künstler dieser mit Verve ausgeführten Zeichnung aus dem Umkreis Giovanni Francesco Pennis stammen dürfte. Der Louvre bewahrt eine Zeichnung mit derselben Komposition, die dort als Florentiner Schule, Kopie nach Giovanni Francesco Penni geführt wird (Inv. Nr. 4012, freundlicher Hinweis von Dr. Dagmar Korbacher, Berlin). Penni trat früh als Mitarbeiter in die Werkstatt Raffaels ein und arbeitete mit ihm sowohl an den Stanzen im Vatikan als auch an den Fresken in der Farnesina. Bei der Zeichnung handelt es sich demzufolge wohl um einen frühen Riccordo von der Hand eines Künstlers aus dem direkten Umfeld Raffaels. - Alt unter ein Passepartout montiert. - Provenienz: Aus einer unbekannten Sammlung "GHS" (Lugt 4220).

      Galerie Bassenge
    • After Raphael (Italian, 1483-1520) and Studio
      Apr. 23, 2005

      After Raphael (Italian, 1483-1520) and Studio

      Est: $2,000 - $4,000

      Virgin and Child with Saints Elizabeth and John the Baptist Unsigned. Oil on canvas, 52 1/2 x 41 1/4 in. (133.3 x 104.7 cm), unframed. Condition: Cut down, lined, retouch, craquelure. N.B. The original version of the work, perhaps by Gianfrancesco Penni (Italian, 1488-1528), is in the Galleria Nazionale di Capodimonte.

      Skinner
    • Giovanni Francesco Penni (Florence circa 1496-circa 1528 Naples)
      Jul. 06, 2004

      Giovanni Francesco Penni (Florence circa 1496-circa 1528 Naples)

      Est: £4,000 - £6,000

      Hercules kneeling before a snake with inscription 'R V.' pen and brown ink, watermark three mounts with a device, minor losses made up 6 5/8 x 6 1/4 in. (168 x 158 mm.)

      Christie's
    Lots Per Page: