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Giovanni Cariani (1485 - 1547)

Lot 27: Attribuito a Giovanni Busi, detto

Finarte Roma

May 28, 2013
Roma, Italy

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Description

Attribuito a Giovanni Busi, detto
Giovanni Cariani (Fuipiano al
Brembo 1485 - Venezia 1547)
San Francesco
olio su tavola, cm 53,5 x 46,5
L'ipotesi attributiva avanzata per la presente opera
si basa sul confronto con il dipinto di Cariani, San
Francesco d'Assisi a Parigi, collezione privata, di
analoghe misure e supporto (olio su tavola, cm
54 x 43, quest'ultima opera è stata resa nota da
Francesco Rossi nel 2001, cfr. scheda di catalogo
in Bergamo, l'altra Venezia: il Rinascimento
negli anni di Lorenzo Lotto (1510-1530), a cura
di F. Rossi, catalogo della mostra, Bergamo,
Milano, 2001, cat. n. IV . 3, p. 156-157. Il taglio
compositivo è il medesimo: campeggia a mezza
figura il santo giovane, sullo sfondo una tenda
verde scuro; stessa la tonsura, assai larga ed il
saio grigio, fermato alla vita con un cordone.
Francesco è intento a leggere un volume che
è identificabile con un libro di preghiere per la
caratteristica alternanza di inchiostro rosso e
nero. Il volume presenta una raffinata decorazione
ai piatti che racchiudono losanghe ed elementi
geometrici oltre alle tipiche borchie e ai cantonali.
Mentre nel dipinto parigino il santo è rivolto verso
la sua destra ed ha lo sguardo concentrato sul
testo, sorretto da entrambe le mani, in quello
offerto nel lotto Francesco è rivolto verso sinistra
con la mano destra sollevata in atto di benedire.
L'esistenza di due versioni autografe di un
soggetto simile sta ad indicare la fortuna
votiva dell'immagine. Non è da escludere che
il committente di queste opere possa essere
un seguace del santo o anche a un frate
francescano, come sembrerebbero alludere i
tratti del volto del personaggio nel dipinto nel lotto
che presentano i caratteri idealizzati di un ritratto.
In base ha quanto osservato da Francesco Rossi
per l'opera parigina, il dipinto offerto nel lotto è
databile ai primi anni dell'attività veneziana di
Cariani (cfr. per il modellato delle mani, cfr. Cristo
portacroce a Bergamo, Accademia Carrara) o alla
produzione bresciana del pittore, per la presenza
della tenda come sfondo, tipica della pittura del
Moretto.

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